Sequestri & Indagini: indagini Lodigiano
Continua la battaglia sui T-red, ma vengono ritirati 764 ricorsi. 04.03.2008
Il Consorzio di polizia locale fa un passo indietro nel contenzioso sulle multe
Continua la battaglia sui T-red, ma vengono ritirati 764 ricorsi.
«A questo punto la questione delle multe è chiusa, sono andate in prescrizione e, comunque vada a finire questa storia, non incasseremo un euro. Ma resta aperto un problema di legittimità sul nostro operato che va chiarito fino in fondo».
Così Pietro Bodini Inicco, sindaco di Cervignano d’Adda e presidente del Consorzio di polizia locale Nord Lodigiano, commenta la decisione del cda del Consorzio stesso di fare un passo indietro nel “braccio di ferro” con la prefettura per stabilire la validità delle multe notificate dai T-red ai semafori di Tavazzano (sulla via Emilia) e Montanaso (sulla provinciale Lodi-Zelo).
La “battaglia” infatti continua ma, a questo punto, diventa solo simbolica: il cda del Consorzio, nella riunione di venerdì scorso, ha votato all’unanimità di ritirare 764 dei 774 ricorsi straordinari presentati al presidente della Repubblica per chidere l’annullamento delle ordinanze con cui il prefetto di Lodi, Francesco De Stefano, aveva annullato le multe.
Così restano pendenti solo dieci ricorsi, estratti a sorte. Una decisione, precisa Pietro Bodini Inicco, «dettata soprattutto da motivi economici». Nei mesi scorsi, del resto, il Consorzio aveva già sostenuto, e perso, i ricorsi davanti al giudice di pace e al Tar (Tribunale amministrativo regionale), con una spesa sostenuta di oltre 20mila euro. A questo punto, quindi, le esigenze di bilancio hanno prevalso e hanno convinto il cda a fare un passo indietro: «Con questa decisione, spenderemo solo 500 euro, altrimenti ne avremmo spesi ancora diverse migliaia».
«Le multe sono comunque prescritte - aggiunge Pietro Bodini Inicco - e nessuno dovrà pagare. Ma ci sono ancora due questioni da chiarire e noi vogliamo andare fino in fondo. Se cioè il prefetto poteva autorizzare o meno l’installazione dei T-red ai semafori e se il Consorzio era legittimato a far valere le sue ragioni davanti al Tar. Sono questioni importanti, che serviranno anche per gli altri consorzi che, in giro per l’Italia, si trovano nelle nostre stesse condizioni».
D. C.
il Cittadino 04.03.2008 p. 13
Ieri le fiamme gialle hanno sequestrato i semafori di Paullo e di Spino d’Adda, quelli che hanno in questi mesi notificato migliaia di multe e raccolto – virtualmente – milioni di euro per le casse comunali.
Un esito clamoroso, che vede i comandanti della polizia municipale, Papalia e Papagni, iscritti nel registro degli indagati per «concorso in turbativa d’asta».
Insomma, il ramo paullese dell’inchiesta di Segrate interessa anche i cremaschi – sono centinaia quelli che sono stati colpiti dal famigerato sistema a rilevazione fotografica – e ieri sera il servizio di Italia
Così, mentre Alfonso Testa, presidente del comitato semafolle di Paullo, veniva informato di quanto stava accadendo e informava a sua volta i giornali, i militari del nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza meneghina smontavano e sequestravano le telecamere del T-red e tutto il sistema (i quattro di Paullo e i due di Spino d’Adda).
Si attendono altri sviluppi dell’inchiesta.
Fino a ieri, il sindaco di Spino, Costantino Rancati, e il comandante Gaetano Papagni si erano sempre detti tranquilli, anche dopo la visita della Guardia di finanza che chiese la documentazione riguardo al bando di gara d’appalto.
Sembra, quindi, che la ragione per cui questi semafori sono stati tolti non sia legata soltanto alla sicurezza degli automobilisti - cioè ai tempi del giallo - bensì ad ambiguità burocratiche che fanno sospettare di un vero e proprio “cartello” affaristico legato a queste strumentazioni.
Galline dalle uova d’oro per le magre casse degli enti locali.
