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Primo Piano: Ultime notizie

I semafori T-red per incrementare
del 400 per cento le contravvenzioni

SOLDI E MULTE. Nuovi particolari nell’inchiesta di procura e carabinieri che vede indagate 109 persone

 
Aveva previsto un'entrata di 950 mila euro, provenienti dalle violazioni del codice della strada. In tal modo, quella voce di bilancio tra il 2006 e il 2007 aumentava del 400 per cento. A garantire questo maxi incremento, il comandante dei vigili urbani dell'Unione dei comuni di Verona est, Graziano Lovato, 45 anni.
Ecco uno dei tanti particolari che spunta nella maxi inchiesta sui T red della procura di Verona che vede indagate 109 persone, accusate a vario titolo di truffa, falso in atto pubblico, abuso d'ufficio fino alla frode in fornitura pubblica. Nei giorni scorsi, i carabinieri di San Bonifacio, Tregnago, Illasi e Colognola hanno posto sotto sequestro preventivo in 64 diversi comuni i T-red, i semafori che fotogravano gli automobilisti indisciplinati. L'inchiesta ruota su due filoni: uno riguarda l'irregolare omologazione del ministero a Roma di questo tipo d'impianto mentre l'altro è rivolto, soprattutto, ai 40 amministratori pubblici, 63 funzionari di polizia locale e 6 amministratori di società private, per l'irregolare compilazione dei verbali delle multe, inviate solo nella provincia di Verona a 7000 automobilisti.
[FIRMA]IL CASO LOVATO. A prevedere, un incremento del 400% delle multe, riporta il decreto di perquisizione, firmato dal gip Sandro Sperandio, è il piano esecutivo di gestione approvato dalla giunta dell'Unione dei Comuni Verona est nel 2007. Sempre in quell'anno, l'indagato per truffa e falso in atto pubblico, insieme al sindaco di Illasi, Giuseppe Trabucchi chiede e ottiene un aumento dell'«indennità di posizione» pari a duemila euro, in base a quanto riporta il piano esecutivo di gestione di quell'anno, passando dai diecimila a dodicimila euro. Nel 2005, inoltre, Lovato aveva previsto come entrate per sanzioni per violazioni al codice della strada di 250mila euro. L'Unione quell'anno incassò di più: 253mila euro. Un fiore all'occhiello per il comandante che l'anno successivo chiese e ottenne l'aumento.
LE FOTO DAI SEMAFORI. Emergono poi importanti considerazioni dalle dichiarazioni di un altro indagato Raoul Cairoli, amministratore delegato della Citiesse srl, l'azienda comasca che ha fornito l'impianto T red, finito sotto inchiesta, a 64 Comuni. Nel mirino degli inquirenti, c'è dal 18 dicembre 2007, giorno in cui è iniziata l'inchiesta, la compilazione dei verbali con le immagini delle violazioni al semaforo rosso. Come è noto, a parere dell'accusa, questo importante capitolo era gestito dalle aziende private come la Maggioli di Sant'Arcangelo di Romagna. In particolare, era un impiegato di questa società a visionare i fotogrammi ed a sua discrezione decideva quali costituivano un illecito. Queste immagini poi venivano masterizzate (copiate) su un Cd o un Dvd che veniva trasmesso al comando di polizia locale. A parere degli inquirenti, ed è qui l'illecito, «è evidente che il privato si è sostituito in tutto al pubblico ufficiale», violando così il codice penale. Ma è stato lo stesso Cairoli, sentito dagli stessi investigatori, a dichiarare che lo scarto delle foto «non costituenti infrazioni» è stata chiesta dalla maggior parte dei comandanti di polizia locale dove la sua società ha installato il T red. Il motivo? «Non avevano tempo da perdere» ha rivelato Cairoli.
 
 

Bologna, 19 febbraio 2009 - La bufera scatenatasi sui T-red sembra non placarsi. Il procuratore regionale della Corte dei Conti Ignazio Del Castillo fornisce il quadro dettagliato della situazione per l’Emilia Romagna: "Il costo sopportato dagli enti per la rilevazione delle infrazioni è enorme e non tiene conto del costo effettivo del servizio reso dai privati, ma è determinato in percentuale, che arriva fino al 40%, sugli incassi dell’ente, e in alcuni casi le apparecchiature fornite non sono idonee o diventano non idonee nel corso del contratto".

Il procuratore, nella sua relazione per l’inaugurazione del nuovo anno giudiziario ha voluto sottolineare dietro l’utilizzo dei semafori T-red, Vista -Red e Photo-Red non solo "facili entrate, e di importo rilevante", ma anche "danni erariali".

"Tutta l’attività finalizzata alla realizzazione delle entrate - spiega Del Castillo - è esternalizzata, cioè affidata a soggetti privati, che curano il cosiddetto ciclo completo delle contravvenzioni, dalla rilevazione delle infrazioni attraverso i noti semafori o attraverso autovelox, alla procedura di redazione e stampa dei verbali e la loro notifica e in tanti casi anche all’incasso delle sanzioni, pagate mediante conto corrente postale".

Ma non è finita qui: non solo enormi costi per gli enti locali e dunque danni erariali, ma anche "l’inidoneità delle attrezzature e la loro impropria taratura, che ha determinato un enorme contenzioso che intasa gli uffici dei giudici di pace che molto spesso annullano i verbali di contravvenzione anche per altri motivi, quali la nullità della notifica dei processi verbali effettuata da privati".

Presso la Corte dei Conti, ha spiegato del Castillo, è in atto una istruttoria complessa "non solo per le questioni giuridiche nascenti dall’esternalizzazione di funzioni e di attività dell’ente locale, ma soprattutto per la quantificazione del danno subito dagli enti". Il problema, ha concluso il procuratore regionale della Corte dei Conti, "tocca tanti enti locali della Regione, alcuni dei quali, secondo notizie di stampa, sono coinvolti anche nelle indagini avviate dalle Procure della Repubblica di Milano e Verona".

Diciannove i nuovi ricorsi, che si aggiungono a quelli già pendenti, avanzati per quote inesigibili di imposte: nessuno di questi riguarda comunque gli enti locali, che non hanno mai negato il rimborso o il discarico di quote inesigili al concessionario della riscosssione.

Oltre al problema T-red - che per Del Castillo pone in primo piano la domanda sul criterio di "totale economicità" che dovrebbe essere tra le prime preoccupazioni dell’ente pubblico - la Corte dei Conti segue anche diverse istruttorie relative alla gestione della sosta regolamentata o ad altri servizi connessi, estrernalizzati dai Comuni ed affidati per lo più ad Aziende del trasporto pubblico locale. Il tutto, conclude Del Castillo, "con contratti che hanno rimpinguato le finanze delle Aziende affidatarie a scapito di quelle comunali, nonostante i proventi della sosta abbiano per legge un vincolo di destinazione sulla costruzione di nuovi parcheggi".

 


6 febbraio 2009 
 
Bellissima la trasmissione di Repubblica TV con l’intervista al Comandante di Lerici che si è rifiutato di stare al gioco della CI.TI.ESSE.

Ascoltando le sue dichiarazioni si può capire quanto il sistema sia completamente per incassare e non per far prevenzione alla circolazione stradale e come la gestione della Società privata sia anteposta alla PM, se i funzionari pubblici non vi si sottraggono.

Decidono il tempo di giallo e quando il correttissimo Franzini richiede a tutti i costi i 6 secondi di giallo, mandandogli in fumo il business, si vendicano decidendo loro di abbassare la taratura dell’autovelox, aumentando a dismisura le sanzioni sullo stesso comune di Lerici.

Proprio come aprire più o meno un rubinetto dell’acqua.

Arrivano anche a intimidirlo nel momento in cui dichiara di annullarli tutti, i verbali con la taratura eccessivamente abbassata.

Diteci voi in che mani ci hanno messi il Maggia e il Casotto…!!!!!!

Queste cose succedono perche’ le normative hanno lasciato troppo spazio all’ingerenza dei privati in servizi la cui delicatezza  richiede obbligatoriamente la garanzia di trasparenza che solo un funzionario di PM può garantire.

E’ basilare, giunti a questo punto, che se si vuole continuare sulla strada dell’utilizzo di strumenti elettronici per il sanzionamento stradale, bisogna fermare tutto per un po’ di tempo, riscrivere i paletti sia per le omologazioni che per l’utilizzo e poi ripartire da nuovo.


IL GAZZETTINO.IT  - 11 novembre2008

Verona
NOSTRO INVIATO
Qualcosa di grosso bolle nella ...
Verona
NOSTRO INVIATO
 
Qualcosa di grosso bolle nella pentola dell'inchiesta veronese sui "semafori intelligenti",aliasT-Red , i meccanismi di controllo ai crocevia per rilevare le infrazioni di chi passa con il rosso. Ha trovato conferma la notizia anticipata qualche giorno fa da "Il Gazzettino" su un accesso al Ministero dei Trasporti da parte degli ufficiali di polizia giudiziaria delegati dal Pm Valeria Ardito. Cercavano il prototipo di un T-Red prodotto da un'azienda lombarda, ovvero del modello di apparecchiatura che dev'essere custodito per legge.
 
Il T-Red è stato trovato oppure no? La domanda ha avuto ieri una risposta. L'apparecchio non risulta depositato presso il Ministero, contrariamente a quanto è scritto nel decreto di omologazione. Perchè non ci sia o addirittura se nessuno lo abbia mai consegnato, rimane uno dei tanti misteri che accompagnano questa storia, un nuovo filone in un'inchiesta complessa, che per la prima volta porta a formulare sospetti nei confronti del Ministero dei Trasporti per la piaga delle multe facili e dei semafori con tempi di "giallo" troppo brevi per consentire a un automobilista di fermarsi.
 
«L'inchiesta procede e pensiamo di chiuderla in tempi brevi». Non si sbilancia il procuratore della Repubblica Mario Giulio Schinaia, eppure a palazzo di giustizia si stanno mettendo a punto le prossime mosse di un'indagine che rischia di portare davvero lontano e che potrebbe allungare l'elenco di indagati e reati.
 
La mancanza del prototipo dei T-Red della Kria di Seregno (Milano) era stata segnalata dall'avvocato biellese Giovanni Bonino che ha assistito decine di automobilisti multati al semaforo di Galianico. Il legale ha scoperto che nel parere per l'omologazione formulato il 27 ottobre 2005 dalla Quinta Sezione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, veniva annotata la mancanza del prototipo. Eppure l'apparecchiatura era stata poi omologata. In una prima versione nel dicembre 2005, in una seconda nel giugno 2006. In questo decreto il direttore generale del Ministero, l'ingegnere Sergio Dondolini scriveva: «I sistemi prodotti e distribuiti dovranno essere conformi alla documentazione tecnica e al prototipo depositato presso questo Ministero».
 
Ma cosa accade se il prototipo non c'è? Lo sapremo dalle decisioni del Pm Ardito. Il magistrato è partito dalle segnalazioni relative a tre semafori (Illasi, Colognola ai Colli, Lavagno). Ha fatto acquisire documenti dai carabinieri in 62 Comuni (anche delle province di Padova, Treviso, Vicenza e Venezia). Ha ipotizzato responsabilità del sindaco di Illasi, nonchè dei comandanti delle polizia locale di Verona Est e Lavagno. Ha indagato per truffa gli amministratori di tre ditte che si occupano di T-Red , la Citiesse di Rovellasca (Como), la Maggioli Informatica di Rimini e la Traffic Technology di Marostica, sospettando che in alcuni casi alle ditte siano finiti percentuali ragguardevoli di introiti delle multe.
 
È un'inchiesta con diversi filoni, dalle multe vessatorie e truffaldine, agli accordi con i produttori e distributori degli apparecchi per truccare le carte. Adesso si apre anche quello del ministero. L'ingegnere Antonio Menegon di Marostica, uno dei più accesi accusatori delle "multe facili", che ha presentato alcuni esposti sostenendo l'esistenza di un accordo nazionale per lucrare sugli automobilisti dichiara: «Ho la prova di errori a livello ministeriale nella descrizione degli apparecchi che nella realtà funzionano in modo diverso rispetto a quanto è scritto nelle carte. Questo dimostra la superficialità dei meccanismi di omologazione delle apparecchiature e dei riscontri sull'effettivo modo di funzionare».
 
Giuseppe Pietrobelli
Semafori truccati: sequestrati ai Comuni 2 milioni di euro
giovedì 30 ottobre 2008, 07:00
di Enrico Lagattola  - IL GIORNALE.IT
 
Per il giudice, si tratta del «corpo del reato». Sono i soldi - tanti - destinati alle società che si erano aggiudicate gli appalti per l’installazione dei T-red e degli autovelox sulle strade di mezza italia. Quel denaro, ieri, è stato sequestrato dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria, che si sono presentati negli uffici di 27 Comuni. Appalti irregolari, secondo il pm Alfredo Robledo, titolare dell’inchiesta. Da Segrate - dove il caso dei semafori «truccati» è scoppiato ormai più di un anno fa - a Paullo, Spino d’Adda, Cinisello Balsamo. Solo alcuni casi, per restare nella provincia di Milano. A una prima stima, ancora approssimativa, si tratta di circa 2 milioni di euro.
«Quei beni - scrive il gip Andrea Ghinetti nel decreto di sequestro preventivo - costituiscono il corpo del reato associativo e dei delitti di turbativa d’asta». Perché, secondo gli inquirenti, sei società (CiTiEsse, Scae, Centro servizi srl, Tecnotraffico srl, Tecnologie per il traffico, SerCom srl) avrebbero costituito un «cartello» in modo da monopolizzare il mercato, anche grazie all’appoggio di amministratori compiacenti. Queste aziende - insiste infatti il giudice - avrebbero utilizzato «mezzi fraudolenti consistiti nel far partecipare congiuntamente alle gare indette dagli Enti territoriali le imprese partecipi del cartello, accordandosi tra loro sulle offerte economiche da presentare e sulle loro modalità». Non solo. Perché il sistema di monopolio sarebbe vissuto grazie anche alla «collusione in molti casi con i pubblici ufficiali incaricati della predisposizione degli atti necessari per lo svolgimento di quelle gare».
Per la Procura, dunque, gli amministratori pubblici invitavano alla trattativa privata per l’affidamento della fornitura delle apparecchiature di rilevamento stradale soltanto le imprese affiliate al cartello. In altri casi, invece, nei bandi di gara erano inseriti requisiti tali da escludere di fatto le aziende estranee alla «cordata». In accordo anche con numerosi responsabili della polizia locale, a cui era delegato lo svolgimento delle gare.
Il sequestro, ora, blocca due milioni di euro non ancora versati dalle amministrazioni. Crediti vantati dalle aziende sotto inchiesta e che - a questo punto - verranno «congelati». E sono il «corpo del reato» perché i Comuni, al momento di indire le gare d’appalto, lo avrebbero fatto attraverso «accordi illeciti», decidendo poi «di non procedere all’acquisto delle apparecchiature, ma al loro noleggio, riconoscendo alle ditte locatrici compensi su base percentuale proporzionale alle contravvenzioni, elevate e oblate grazie all’utilizzo» delle telecamere a infrarossi.
Anche per questo, solo quando sarà definito con esattezza il valore della confisca effettuata ieri dalle Fiamme gialle, si potrà avere un’idea anche del volume complessivo delle multe pagate dagli automobilisti pizzicati a bruciare un giallo o in eccesso di velocità. Perché le ditte prendevano una percentuale (fino al 30%) su ogni sanzione incassata dalle amministrazioni, e il sospetto degli inquirenti è che il sistema di rilevazione fosse tarato in modo tale da rendere fin troppo facile un’infrazione del codice della strada. Così da moltiplicare i verbali. E fare cassa.

1 ottobre 2008
 
SONO ARRIVATI, HANNO DETTO A ZANOLINI QUELLO CHE DOVEVA DIRE, OVVIAMENTE IL PORTAVOCE DEL COMITATO HA DETTO QUELLO CHE VOLEVA DIRE, MA LORO, NEL SERVIZIO, HANNO TAGLIATO TUTTO QUELLO CHE ECCEDEVA LA FRASE DA LORO SUGGERITA!!!
AL COMUNE HANNO INVECE LASCIATO RACCONTARE LA SOLITA STORIELLA, ORAMAI SMONTATA DA TUTTE LE C.T.U. DEL CNR E IL RITORNELLO TANTO CARO AL PETRINI, DELLE NOSTRE VITTORIE PER DEI CAVILLI.
FORSE SECONDO LORO ANCHE IL CAIROLI E' IN GALERA PER DEI CAVILLI!!!!!!
LA PROSSIMA VOLTA CHE CI CHIAMANO LI FACCIAMO VENIRE E GLI TIRIAMO DIETRO LE AREANCE!!!!
E PENSARE CHE LI PAGHIAMO NOI CON IL CANONE....!!!!!
 

lunedì 15 settembre 2008

 MAGGIA & CASOTTO: OPERAZIONE INSICUREZZA COMPLETATA!!!!

C’era una volta, a Gaglianico, un incrocio tranquillo, regolato in maniera molto efficace da un “onesto” semaforo.
Non succedeva mai nulla…..!!!
Un bel giorno un sindaco che ama molto far parlare di sé ( è arrivato a enfatizzare pure il fatto che ha realizzato un recinto per i bisogni dei cagnolini in regione pralino, quale invenzione!!!!!!!!!!), decide che si devono movimentare le acque quindi, in collaborazione con il Comandante di PM e l’avallo della Giunta, fa installare delle telecamere per immortalare presunti passaggi con il segnale rosso.
In questo passaggio non ci interessa narrare della oramai nota quantità di verbali piovuta su mezzo biellese (il Sindaco è riuscito per l’ennesima volta a far parlare di sé), ma evidenziare che in quell’incrocio in cui non succedeva mai nulla sono cominciati a susseguirsi pericolosi tamponamenti per le repentine “inchiodate” da sindrome da telecamera.
Si è passati quindi da una sicurezza ad una certa insicurezza e pericolosità.
Il 28 luglio il “capolavoro” è stato completato!!!!
Tralasciamo anche qui l’oramai nota fuga con il semaforo in spalla della ditta installatrice (arriva la Procura di Verona: si salvi chi può!!!) ed evidenziamo un elemento di insicurezza gravissimo, che qui pubblicamente “denunciamo”, di modo che se malauguratamente succederà veramente qualcosa di grave a quell’incrocio, nessuno potrà dire “non si sapeva”.
Ora vi spieghiamo!!!!
Da più di un mese molti cittadini ci segnalano una fase semaforica che induce quasi sempre la prima vettura della fila in errore.
In questi ultimi giorni lo abbiamo verificato e confermiamo che in quattro occasioni su 5 o 6 appostamenti è successo.
In pratica, dai primi di agosto, data di partenza del nuovo sistema semaforico, quando si è fermi con il segnale rosso in via Matteotti provenienti da sud, improvvisamente scatta il verde al semaforo posto 50 metri più avanti( per permettere di uscire da via moglia), inducendo in errore chi è ancora fermo con il rosso in prima fila che fissa tranquillamente l’orizzonte e vedendo comparire il nuovo verde, peraltro molto più splendente, istintivamente parte, peccato che quel verde non è sincronizzato con il suo semaforo(ancora rosso)
Nell’appostamento di oggi abbiamo assistito addirittura alla partrenza, per induzione inconscia, anche del secondo della fila.
Qualcuno parte per istinto, poi razionalizza e improvvisamente reinchioda, con i rischi del caso, ma ben più rischioso è per chi non se ne rende conto e parte, visto che in quel momento è verde per l’accesso delle vetture provenienti da destra, da via moglia.

Che bella involuzione della sicurezza che si è avuta in neppure due anni….!!!!!!


lunedì 15 settembre 2008

Un vecchio detto recita: “chi mal fa mal pensa”!!!!

Volevamo riportare subito le considerazioni del Comitato sulla lettera del Comandante Casotto, inviata ai Multati i primi di agosto.
Abbiamo poi deciso di attendere un mesetto per raccogliere i commenti di un cospicuo numero di destinatari della missiva e fornirvi le loro impressioni, per non che sembri sempre solo l’opinione ristretta del Comitato.
Ricordiamo, a chi non fosse al corrente della cosa, che in quella lettera indirizzata ai ricorrenti “appellati”,  il Comandante Casotto si affannava a spiegare le “nobili ragioni” che portavano il Maggia a ostinarsi nel non accettare la sconfitta sul T-RED e a prolungare “l’agonia” al secondo grado di giudizio, si parlava di atto dovuto (ma chi lo obbliga???), di non accanimento ( il fatto che non appellerà gli altri Studi, in sala scommesse non sarebbe manco quotato, tanto è scontato……), ecc..
Ci si chiedeva per che motivo l’avesse spedita…..
I più maliziosi dei destinatari ci hanno riferito che, probabilmente, moriva dalla voglia di firmarsi con il fresco titolo di “Dott.” ( a proposito, visto che rendiamo sempre onore agli avversari, porgiamo al Comandante Casotto i nostri complimenti per la laurea!!).
I meno goliardi ci hanno riferito che, probabilmente, il Maggia&Casotto mal pensavano che il Comitato avesse fatto tutto all’oscuro degli interessati, o almeno tacendo le varie possibilità ai Multati in questione, non ritenendo possibile una adesione totale sia alla notifica della sentenza che alla costituzione in appello.
Ci dicono, i più saggi, che chi non è abituato a fare una cosa, difficilmente pensa che altri possano averla fatta…..!!!!!!!!
Maggia & Casotto, il blitz vi è andato male e avete sprecato, nuovamente, soldi dei cittadini (bolli, carta, inchiostro e tempo) e l’iniziativa vi è pure tornata come un boomerang , perché coloro che hanno ricevuto la missiva non hanno gradito essere considerati così sprovveduti e molti si sono pure sentiti presi per il naso due volte, alla “cornuti e mazziati”: prima ti appello e poi cerco di convincerti che non ce l’ho con te….!!!!!!!
Tra marzo e aprile abbiamo passato 8 serate al Girasole a spiegare a tutti i multati, con sentenza depositata, le varie opzioni disponibili, ognuno ha scelto in piena autonomia: notifica della sentenza!!!!
A luglio, il 15 e 16, sempre al Girasole, la prima tranche di 80 appellati ha nuovamente ascoltato, questa volta dalla voce dell’Avv. Peretti, le scelte che si potevano operare e nuovamente ognuno ha deciso in piena autonomia: costituzione in appello!!!
Comprendiamo che questo Popolo dei Multati, formato da migliaia di persone che decidono sempre in maniera uniforme, la coglie un po’ di sorpresa e impreparato, illustrissimo Sindaco, ma deve farsene una ragione e preoccuparsene sempre di più, visto che anche sulla causa civile e su tutto quello che conseguirà da eventuali risultanze delle Procure, vedrà migliaia di persone tutte unite che proseguiranno alla stessa maniera.
Così come siamo certi che tutti i Multati di Gaglianico e Salussola, nonché le rispettive famiglie, si ricorderanno del Sig. Maggia alle prossime elezioni amministrative del 2009.
Certamente faremo tutto il possibile per fare in modo che quello che ha potuto fare su Gaglianico, non sia neppure nelle condizioni di replicarlo su tutta la Provincia o sulla città di Biella!!!! 


lunedì 28 luglio 2008
 
E' VITTORIA !!!!!
E’ con grande emozione e anche con un briciolo di commozione ( scusate, ma dopo tutte quelle che abbiamo passato, concedetecelo), che il Comitato annuncia che questa mattina, lunedì 28 luglio 2008 alle ore 10,00, alcuni operai, provenienti da Rovellasca (località dove ha sede la CI.TI.ESSE), hanno smantellato i famigerati T-RED.

Fa sorridere che, mentre la CI.TI.ESSE se la dava a gambe in spalla con tutto il suo armamentario,  cercando di fare in fretta e non dare nell’occhio ( hanno anche cercato di impedire le riprese ad un operatore televisivo), in un vicino bar alcuni esponenti del Comitato leggevano alcune dichiarazioni, riportate proprio oggi ad un giornale locale dal Sindaco, che si vantava di voler andare avanti ad oltranza.

E’ la fotocopia degli avvenimenti che da due settimane imperversano con tanta stranezza in Veneto ( Comuni del Consorzio Piave, Rovigo, Altavilla Vicentina), dove fino al giorno prima si aveva grande contrapposizione Comuni- Comitati, il giorno dopo i Comuni più intransigenti, smantellano senza alcun segnale premonitore, sembra proprio un fuggi fuggi alla si salvi chi può….!!!!

Noi alla casualità non crediamo in questa vicenda e non ci sembra un caso che si stia smantellando di fretta e furia proprio in quei comuni interessati dall’ondata di sequestri di documenti da parte della procura di Verona con la PM Valeria Ardito ( compresa Gaglianico)

 Non più tardi di due giorni fa e da un paio di settimane, vi segnalavamo con numerosi comunicati stampa e news sul sito, che qualcosa “bolle in pentola”, ci aspettiamo, appena dopo le ferie, un bel “botto” da Verona senza dimenticare che anche la Procura di Milano a settembre fa’ un anno  dall’inizio delle indagini.

E’ una grande vittoria del POPOLO DEI MULTATI e del COMITATO MULTE GAGLIANICO E SALUSSOLA e una grande sconfitta per la coppia Sindaco Maggia e Comandante Casotto,  è sicuramente un’ulteriore iniezione di certezze per gli appelli che la coppia sopracitata ha voluto a tutti i costi portare avanti, non si capisce bene in nome di quale logica, non ci vengano certamente a dire, soprattutto con lo scenario che si sta delineando( sequestri, autosmantellamente, società installatrici è funzionari indagati), che è nella logica di buona amministrazione proseguire con accanimento sulla  popolazione riguardo ad una operazione che ogni giorno che passa mostra sempre di più le sue falle.

Ribadiamo che è vero che sono  stati i Comitati a far emergere certi dubbi, ma ora sono le Procure che stanno confermando con il loro interesse, sempre più profondo, gli interrogativi e la “fuga” della CI.TI.ESSE. non è certamente l’atteggiamento di chi non ha nulla di perlomeno dubbio (usiamo termini così morbidi solo per rispetto delle indagini, perché i comitati le loro certezze le hanno).

 


 
mercoledì 23 luglio 2008
IL PETRINI "INGUAIA"  MAGGIA e CASOTTO
Non credevamo ai nostri occhi quando questa mattina sul  Biellese ci siamo ritrovati  un “virgolettato” del Petrini che per scagionare il Sindaco di Salussola dall’aver mandato le decurtazioni punti, afferma che i vigili di Salussola non potevano non procedere alla decurtazione, altrimenti sarebbero incappati nel reato di omissione in atti d’ufficio.Dato che a Gaglianico pare non sia stata inoltrata nessuna sanzione accessoria entro i 30 giorni dall’avvenuto pagamento, previsti dall’allegato 126bis, ringraziamo l’Avv. Petrini di averci informato che, se ciò fosse confermato il Comandante Casotto potrebbe incappare nel reato sopra citato.E’ passato più di un anno  e nessun multato di Gaglianico ha ricevuto decurtazioni, sembrerebbe quindi che l’Avv. Petrini abbia consigliato i suoi due clienti in modo diverso. Non concordiamo ovviamente sulla tesi che il Comune non poteva sapere chi avesse presentato ricorso, intanto perché come dichiarato dallo Studio Peretti non c’è nessun obbligo del ricorrente di informare il Comune,  poi perché il Comune stesso aveva ricevuta la piena disponibilità della cancelleria ad interagire per evitare che capitasse questo grave disagio ai cittadini.Aggiungiamo che, nel momento in cui il Comune ha ricevuto dalla cancelleria del GdP comunicazione degli avvenuti depositi dei ricorsi e ha elencato nella delibera di assegnazione di mandato al Petrini tutti i nominativi, poteva in quel momento istruire la procedura per il ripristino dei punti e metter pezza senza creare ulteriori disagi ai cittadini.Non concordiamo neppure sull’iter che propone l’Avv. Petrini: andare in cancelleria, recuperare la copia timbrata e recarsi a Salussola con il tutto e magari farsi anche un po’ di coda….
Tutto ciò per una loro leggerezza?
Non dimentichiamo che molti multati di Salussola risiedono nel basso vercellese, torinese, ricordiamo di due settantaciquenni venuti da Moncalvo, non si può pretendere ulteriori perdite di ore o giornate di lavoro per disagi creati da una pubblica amministrazione.Visto tutto ciò,  nella riunione del Comitato tenutasi ieri sera per decidere il da farsi, si è stabilito di inviare al Prefetto di Biella una richiesta di incontro con una nostra delegazione che cercherà di sensibilizzare il Prefetto stesso sui gravi disagi che si sono creati, soprattutto a quei multati che rimangono con pochissimi punti. L’auspico è di ottenere un Suo intervento di mediazione con l’amministrazione di Salussola per risolvere l’inconveniente senza ulteriori disagi.Va ricordato che, se qualche multato, tra i più indispettiti o danneggiati per dover magari rifare l’esame , essendo rimasti senza punti, facesse ricorso al TAR per la restituzione o una richiesta danni una volta vinto il ricorso, sarebbero danni economici non da poco anche per le casse del Comune di Salussola.

Avv. Sandro Delmastro "PIZZICA" il FALSO!!!!!!!!"
 
CARI AMICI, PER QUANTO RIGUARDA LE BATTAGLIE GIUDIZIARIE IN CORSO CONTRO IL COMUNE DI GAGLIANICO, VI SEGNALO CHE ALL'UDIENZA DEL 30 OTTOBRE 2007 INNANZI AL GIUDICE DI PACE DR. GOLISANO HO PRODOTTO FORNALMENTE IN GIUDIZIO UN VERBALE PROFONDAMENTE DIVERSO DALLA COPIA "CONFORME" (!!!) PRODOTTA DAL COMUNE DI GAGLIANICO! TRATTASI DI UN FALSO CLAMOROSO. HO OVVIAMENTE MESSO TUTTO A VERBALE ED HO CHIESTO, A QUESTO PUNTO, CHE IL GIUDICE PROVVEDA AD ORDINARE AL COMUNE DI GAGLIANICO DI PRODURRE, NELLA CAUSA, TUTTI I DOCUMENTI IN ORIGINALE, ATTESO CHE NON E' PIU' POSSIBILE RICHIEDERE CHE IO MI FIDI DELLA RISPONDENZA DELLE COPIE AGLI ORIGINALI. CREDO, CON QUESTO, CHE SI SIA TOCCATO VERAMENTE IL FONDO! SONO DUNQUE PARTICOLARMENTE LIETO DI AVER AVUTO IL PRIVILEGIO DI UNO SCONTRO MOLTO DURO, DINNANZI AL GIUDICE, CON IL COMANDANTE DELLA POLIZIA MUNICIPALE CASOTTO (MAI COGNOME FU COSI' SIGNIFICATIVAMENTE INDICANTE QUEL CHE STA ACCADENDO NEL COMUNE DI GAGLIANICO!). ORA PROVVEDERO' AD INOLTRARE, SUL PUNTO DOCUMENTI DICHIARATI CONFORMI SENZA CHE LO SIANO, ESPOSTO AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA.
AVV. SANDRO DELMASTRO DELLE VEDOVE

venerdì 14 marzo 2008
 
MAGGIA E CASOTTO NON VOGLIONO IL COORDINATORE DEI GdP E OTTENGONO QUELLO CHE VOGLIONO:DOTT. SAPIENZA RINUNCIA ALLE UDIENZE...!!!!!!!!
 

Il Popolo dei Multati è sconcertato dalla notizia della rinuncia del dott. Sapienza a trattare i ricorsi, CAUSATA DALL'ESPOSTO SOLLEVATO NEI SUOI CONFRONTI DAL SINDACO MAGGIA.

 Da un paio di mesi risultavano già nel calendario a noi pervenuto delle udienze.

II legale del Comitato non ha detto che apprezza la cosa, come riportato da un organo di informazione oggi, ma che RISPETTA LA DECISIONE.

La rinuncia non la giudichiamo allarmati guardando agli esiti dei ricorsi, visto che gli indirizzi sono oramai chiari, ossia l’accoglienza, tranne quei casi in cui il ricorrente è diverso dal proprietario, ma per il fatto che appena l’amministrazione Maggia ha fatto la voce grossa, ha sortito effetti, anche se poi probabilmente tutto si limiterà a questa rinuncia.

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