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I semafori T-red per incrementare
del 400 per cento le contravvenzioniSOLDI E MULTE. Nuovi particolari nell’inchiesta di procura e carabinieri che vede indagate 109 persone
Aveva previsto un'entrata di 950 mila euro, provenienti dalle violazioni del codice della strada. In tal modo, quella voce di bilancio tra il 2006 e il 2007 aumentava del 400 per cento. A garantire questo maxi incremento, il comandante dei vigili urbani dell'Unione dei comuni di Verona est, Graziano Lovato, 45 anni.
Ecco uno dei tanti particolari che spunta nella maxi inchiesta sui T red della procura di Verona che vede indagate 109 persone, accusate a vario titolo di truffa, falso in atto pubblico, abuso d'ufficio fino alla frode in fornitura pubblica. Nei giorni scorsi, i carabinieri di San Bonifacio, Tregnago, Illasi e Colognola hanno posto sotto sequestro preventivo in 64 diversi comuni i T-red, i semafori che fotogravano gli automobilisti indisciplinati. L'inchiesta ruota su due filoni: uno riguarda l'irregolare omologazione del ministero a Roma di questo tipo d'impianto mentre l'altro è rivolto, soprattutto, ai 40 amministratori pubblici, 63 funzionari di polizia locale e 6 amministratori di società private, per l'irregolare compilazione dei verbali delle multe, inviate solo nella provincia di Verona a 7000 automobilisti.
[FIRMA]IL CASO LOVATO. A prevedere, un incremento del 400% delle multe, riporta il decreto di perquisizione, firmato dal gip Sandro Sperandio, è il piano esecutivo di gestione approvato dalla giunta dell'Unione dei Comuni Verona est nel 2007. Sempre in quell'anno, l'indagato per truffa e falso in atto pubblico, insieme al sindaco di Illasi, Giuseppe Trabucchi chiede e ottiene un aumento dell'«indennità di posizione» pari a duemila euro, in base a quanto riporta il piano esecutivo di gestione di quell'anno, passando dai diecimila a dodicimila euro. Nel 2005, inoltre, Lovato aveva previsto come entrate per sanzioni per violazioni al codice della strada di 250mila euro. L'Unione quell'anno incassò di più: 253mila euro. Un fiore all'occhiello per il comandante che l'anno successivo chiese e ottenne l'aumento.
LE FOTO DAI SEMAFORI. Emergono poi importanti considerazioni dalle dichiarazioni di un altro indagato Raoul Cairoli, amministratore delegato della Citiesse srl, l'azienda comasca che ha fornito l'impianto T red, finito sotto inchiesta, a 64 Comuni. Nel mirino degli inquirenti, c'è dal 18 dicembre 2007, giorno in cui è iniziata l'inchiesta, la compilazione dei verbali con le immagini delle violazioni al semaforo rosso. Come è noto, a parere dell'accusa, questo importante capitolo era gestito dalle aziende private come la Maggioli di Sant'Arcangelo di Romagna. In particolare, era un impiegato di questa società a visionare i fotogrammi ed a sua discrezione decideva quali costituivano un illecito. Queste immagini poi venivano masterizzate (copiate) su un Cd o un Dvd che veniva trasmesso al comando di polizia locale. A parere degli inquirenti, ed è qui l'illecito, «è evidente che il privato si è sostituito in tutto al pubblico ufficiale», violando così il codice penale. Ma è stato lo stesso Cairoli, sentito dagli stessi investigatori, a dichiarare che lo scarto delle foto «non costituenti infrazioni» è stata chiesta dalla maggior parte dei comandanti di polizia locale dove la sua società ha installato il T red. Il motivo? «Non avevano tempo da perdere» ha rivelato Cairoli.fonte :http: www.larena.it/dossiers/Comunità/18/120/27404/
Bologna, 19 febbraio 2009 - La bufera scatenatasi sui T-red sembra non placarsi. Il procuratore regionale della Corte dei Conti Ignazio Del Castillo fornisce il quadro dettagliato della situazione per l’Emilia Romagna: "Il costo sopportato dagli enti per la rilevazione delle infrazioni è enorme e non tiene conto del costo effettivo del servizio reso dai privati, ma è determinato in percentuale, che arriva fino al 40%, sugli incassi dell’ente, e in alcuni casi le apparecchiature fornite non sono idonee o diventano non idonee nel corso del contratto".
Il procuratore, nella sua relazione per l’inaugurazione del nuovo anno giudiziario ha voluto sottolineare dietro l’utilizzo dei semafori T-red, Vista -Red e Photo-Red non solo "facili entrate, e di importo rilevante", ma anche "danni erariali".
"Tutta l’attività finalizzata alla realizzazione delle entrate - spiega Del Castillo - è esternalizzata, cioè affidata a soggetti privati, che curano il cosiddetto ciclo completo delle contravvenzioni, dalla rilevazione delle infrazioni attraverso i noti semafori o attraverso autovelox, alla procedura di redazione e stampa dei verbali e la loro notifica e in tanti casi anche all’incasso delle sanzioni, pagate mediante conto corrente postale".
Ma non è finita qui: non solo enormi costi per gli enti locali e dunque danni erariali, ma anche "l’inidoneità delle attrezzature e la loro impropria taratura, che ha determinato un enorme contenzioso che intasa gli uffici dei giudici di pace che molto spesso annullano i verbali di contravvenzione anche per altri motivi, quali la nullità della notifica dei processi verbali effettuata da privati".
Presso la Corte dei Conti, ha spiegato del Castillo, è in atto una istruttoria complessa "non solo per le questioni giuridiche nascenti dall’esternalizzazione di funzioni e di attività dell’ente locale, ma soprattutto per la quantificazione del danno subito dagli enti". Il problema, ha concluso il procuratore regionale della Corte dei Conti, "tocca tanti enti locali della Regione, alcuni dei quali, secondo notizie di stampa, sono coinvolti anche nelle indagini avviate dalle Procure della Repubblica di Milano e Verona".
Diciannove i nuovi ricorsi, che si aggiungono a quelli già pendenti, avanzati per quote inesigibili di imposte: nessuno di questi riguarda comunque gli enti locali, che non hanno mai negato il rimborso o il discarico di quote inesigili al concessionario della riscosssione.
Oltre al problema T-red - che per Del Castillo pone in primo piano la domanda sul criterio di "totale economicità" che dovrebbe essere tra le prime preoccupazioni dell’ente pubblico - la Corte dei Conti segue anche diverse istruttorie relative alla gestione della sosta regolamentata o ad altri servizi connessi, estrernalizzati dai Comuni ed affidati per lo più ad Aziende del trasporto pubblico locale. Il tutto, conclude Del Castillo, "con contratti che hanno rimpinguato le finanze delle Aziende affidatarie a scapito di quelle comunali, nonostante i proventi della sosta abbiano per legge un vincolo di destinazione sulla costruzione di nuovi parcheggi".
Ascoltando le sue dichiarazioni si può capire quanto il sistema sia completamente per incassare e non per far prevenzione alla circolazione stradale e come la gestione della Società privata sia anteposta alla PM, se i funzionari pubblici non vi si sottraggono.
Decidono il tempo di giallo e quando il correttissimo Franzini richiede a tutti i costi i 6 secondi di giallo, mandandogli in fumo il business, si vendicano decidendo loro di abbassare la taratura dell’autovelox, aumentando a dismisura le sanzioni sullo stesso comune di Lerici.
Proprio come aprire più o meno un rubinetto dell’acqua.
Arrivano anche a intimidirlo nel momento in cui dichiara di annullarli tutti, i verbali con la taratura eccessivamente abbassata.
Diteci voi in che mani ci hanno messi il Maggia e il Casotto…!!!!!!
Queste cose succedono perche’ le normative hanno lasciato troppo spazio all’ingerenza dei privati in servizi la cui delicatezza richiede obbligatoriamente la garanzia di trasparenza che solo un funzionario di PM può garantire.
E’ basilare, giunti a questo punto, che se si vuole continuare sulla strada dell’utilizzo di strumenti elettronici per il sanzionamento stradale, bisogna fermare tutto per un po’ di tempo, riscrivere i paletti sia per le omologazioni che per l’utilizzo e poi ripartire da nuovo.
| Verona NOSTRO INVIATO Qualcosa di grosso bolle nella ... |
NOSTRO INVIATO
«Quei beni - scrive il gip Andrea Ghinetti nel decreto di sequestro preventivo - costituiscono il corpo del reato associativo e dei delitti di turbativa d’asta». Perché, secondo gli inquirenti, sei società (CiTiEsse, Scae, Centro servizi srl, Tecnotraffico srl, Tecnologie per il traffico, SerCom srl) avrebbero costituito un «cartello» in modo da monopolizzare il mercato, anche grazie all’appoggio di amministratori compiacenti. Queste aziende - insiste infatti il giudice - avrebbero utilizzato «mezzi fraudolenti consistiti nel far partecipare congiuntamente alle gare indette dagli Enti territoriali le imprese partecipi del cartello, accordandosi tra loro sulle offerte economiche da presentare e sulle loro modalità». Non solo. Perché il sistema di monopolio sarebbe vissuto grazie anche alla «collusione in molti casi con i pubblici ufficiali incaricati della predisposizione degli atti necessari per lo svolgimento di quelle gare».
Per la Procura, dunque, gli amministratori pubblici invitavano alla trattativa privata per l’affidamento della fornitura delle apparecchiature di rilevamento stradale soltanto le imprese affiliate al cartello. In altri casi, invece, nei bandi di gara erano inseriti requisiti tali da escludere di fatto le aziende estranee alla «cordata». In accordo anche con numerosi responsabili della polizia locale, a cui era delegato lo svolgimento delle gare.
Il sequestro, ora, blocca due milioni di euro non ancora versati dalle amministrazioni. Crediti vantati dalle aziende sotto inchiesta e che - a questo punto - verranno «congelati». E sono il «corpo del reato» perché i Comuni, al momento di indire le gare d’appalto, lo avrebbero fatto attraverso «accordi illeciti», decidendo poi «di non procedere all’acquisto delle apparecchiature, ma al loro noleggio, riconoscendo alle ditte locatrici compensi su base percentuale proporzionale alle contravvenzioni, elevate e oblate grazie all’utilizzo» delle telecamere a infrarossi. Anche per questo, solo quando sarà definito con esattezza il valore della confisca effettuata ieri dalle Fiamme gialle, si potrà avere un’idea anche del volume complessivo delle multe pagate dagli automobilisti pizzicati a bruciare un giallo o in eccesso di velocità. Perché le ditte prendevano una percentuale (fino al 30%) su ogni sanzione incassata dalle amministrazioni, e il sospetto degli inquirenti è che il sistema di rilevazione fosse tarato in modo tale da rendere fin troppo facile un’infrazione del codice della strada. Così da moltiplicare i verbali. E fare cassa.
Non succedeva mai nulla…..!!!
Un bel giorno un sindaco che ama molto far parlare di sé ( è arrivato a enfatizzare pure il fatto che ha realizzato un recinto per i bisogni dei cagnolini in regione pralino, quale invenzione!!!!!!!!!!), decide che si devono movimentare le acque quindi, in collaborazione con il Comandante di PM e l’avallo della Giunta, fa installare delle telecamere per immortalare presunti passaggi con il segnale rosso.
In questo passaggio non ci interessa narrare della oramai nota quantità di verbali piovuta su mezzo biellese (il Sindaco è riuscito per l’ennesima volta a far parlare di sé), ma evidenziare che in quell’incrocio in cui non succedeva mai nulla sono cominciati a susseguirsi pericolosi tamponamenti per le repentine “inchiodate” da sindrome da telecamera.
Si è passati quindi da una sicurezza ad una certa insicurezza e pericolosità.
Il 28 luglio il “capolavoro” è stato completato!!!!
Tralasciamo anche qui l’oramai nota fuga con il semaforo in spalla della ditta installatrice (arriva la Procura di Verona: si salvi chi può!!!) ed evidenziamo un elemento di insicurezza gravissimo, che qui pubblicamente “denunciamo”, di modo che se malauguratamente succederà veramente qualcosa di grave a quell’incrocio, nessuno potrà dire “non si sapeva”.
Ora vi spieghiamo!!!!
Da più di un mese molti cittadini ci segnalano una fase semaforica che induce quasi sempre la prima vettura della fila in errore.
In questi ultimi giorni lo abbiamo verificato e confermiamo che in quattro occasioni su 5 o 6 appostamenti è successo.
In pratica, dai primi di agosto, data di partenza del nuovo sistema semaforico, quando si è fermi con il segnale rosso in via Matteotti provenienti da sud, improvvisamente scatta il verde al semaforo posto 50 metri più avanti( per permettere di uscire da via moglia), inducendo in errore chi è ancora fermo con il rosso in prima fila che fissa tranquillamente l’orizzonte e vedendo comparire il nuovo verde, peraltro molto più splendente, istintivamente parte, peccato che quel verde non è sincronizzato con il suo semaforo(ancora rosso)
Nell’appostamento di oggi abbiamo assistito addirittura alla partrenza, per induzione inconscia, anche del secondo della fila.
Qualcuno parte per istinto, poi razionalizza e improvvisamente reinchioda, con i rischi del caso, ma ben più rischioso è per chi non se ne rende conto e parte, visto che in quel momento è verde per l’accesso delle vetture provenienti da destra, da via moglia.
Volevamo riportare subito le considerazioni del Comitato sulla lettera del Comandante Casotto, inviata ai Multati i primi di agosto. Fa sorridere che, mentre E’ la fotocopia degli avvenimenti che da due settimane imperversano con tanta stranezza in Veneto ( Comuni del Consorzio Piave, Rovigo, Altavilla Vicentina), dove fino al giorno prima si aveva grande contrapposizione Comuni- Comitati, il giorno dopo i Comuni più intransigenti, smantellano senza alcun segnale premonitore, sembra proprio un fuggi fuggi alla si salvi chi può….!!!! Noi alla casualità non crediamo in questa vicenda e non ci sembra un caso che si stia smantellando di fretta e furia proprio in quei comuni interessati dall’ondata di sequestri di documenti da parte della procura di Verona con Non più tardi di due giorni fa e da un paio di settimane, vi segnalavamo con numerosi comunicati stampa e news sul sito, che qualcosa “bolle in pentola”, ci aspettiamo, appena dopo le ferie, un bel “botto” da Verona senza dimenticare che anche E’ una grande vittoria del POPOLO DEI MULTATI e del COMITATO MULTE GAGLIANICO E SALUSSOLA e una grande sconfitta per la coppia Sindaco Maggia e Comandante Casotto, è sicuramente un’ulteriore iniezione di certezze per gli appelli che la coppia sopracitata ha voluto a tutti i costi portare avanti, non si capisce bene in nome di quale logica, non ci vengano certamente a dire, soprattutto con lo scenario che si sta delineando( sequestri, autosmantellamente, società installatrici è funzionari indagati), che è nella logica di buona amministrazione proseguire con accanimento sulla popolazione riguardo ad una operazione che ogni giorno che passa mostra sempre di più le sue falle. Ribadiamo che è vero che sono stati i Comitati a far emergere certi dubbi, ma ora sono le Procure che stanno confermando con il loro interesse, sempre più profondo, gli interrogativi e la “fuga” della CI.TI.ESSE. non è certamente l’atteggiamento di chi non ha nulla di perlomeno dubbio (usiamo termini così morbidi solo per rispetto delle indagini, perché i comitati le loro certezze le hanno).
Abbiamo poi deciso di attendere un mesetto per raccogliere i commenti di un cospicuo numero di destinatari della missiva e fornirvi le loro impressioni, per non che sembri sempre solo l’opinione ristretta del Comitato.
Ricordiamo, a chi non fosse al corrente della cosa, che in quella lettera indirizzata ai ricorrenti “appellati”, il Comandante Casotto si affannava a spiegare le “nobili ragioni” che portavano il Maggia a ostinarsi nel non accettare la sconfitta sul T-RED e a prolungare “l’agonia” al secondo grado di giudizio, si parlava di atto dovuto (ma chi lo obbliga???), di non accanimento ( il fatto che non appellerà gli altri Studi, in sala scommesse non sarebbe manco quotato, tanto è scontato……), ecc..
Ci si chiedeva per che motivo l’avesse spedita…..
I più maliziosi dei destinatari ci hanno riferito che, probabilmente, moriva dalla voglia di firmarsi con il fresco titolo di “Dott.” ( a proposito, visto che rendiamo sempre onore agli avversari, porgiamo al Comandante Casotto i nostri complimenti per la laurea!!).
I meno goliardi ci hanno riferito che, probabilmente, il Maggia&Casotto mal pensavano che il Comitato avesse fatto tutto all’oscuro degli interessati, o almeno tacendo le varie possibilità ai Multati in questione, non ritenendo possibile una adesione totale sia alla notifica della sentenza che alla costituzione in appello.
Ci dicono, i più saggi, che chi non è abituato a fare una cosa, difficilmente pensa che altri possano averla fatta…..!!!!!!!!
Maggia & Casotto, il blitz vi è andato male e avete sprecato, nuovamente, soldi dei cittadini (bolli, carta, inchiostro e tempo) e l’iniziativa vi è pure tornata come un boomerang , perché coloro che hanno ricevuto la missiva non hanno gradito essere considerati così sprovveduti e molti si sono pure sentiti presi per il naso due volte, alla “cornuti e mazziati”: prima ti appello e poi cerco di convincerti che non ce l’ho con te….!!!!!!!
Tra marzo e aprile abbiamo passato 8 serate al Girasole a spiegare a tutti i multati, con sentenza depositata, le varie opzioni disponibili, ognuno ha scelto in piena autonomia: notifica della sentenza!!!!
A luglio, il 15 e 16, sempre al Girasole, la prima tranche di 80 appellati ha nuovamente ascoltato, questa volta dalla voce dell’Avv. Peretti, le scelte che si potevano operare e nuovamente ognuno ha deciso in piena autonomia: costituzione in appello!!!
Comprendiamo che questo Popolo dei Multati, formato da migliaia di persone che decidono sempre in maniera uniforme, la coglie un po’ di sorpresa e impreparato, illustrissimo Sindaco, ma deve farsene una ragione e preoccuparsene sempre di più, visto che anche sulla causa civile e su tutto quello che conseguirà da eventuali risultanze delle Procure, vedrà migliaia di persone tutte unite che proseguiranno alla stessa maniera.
Così come siamo certi che tutti i Multati di Gaglianico e Salussola, nonché le rispettive famiglie, si ricorderanno del Sig. Maggia alle prossime elezioni amministrative del 2009.
Certamente faremo tutto il possibile per fare in modo che quello che ha potuto fare su Gaglianico, non sia neppure nelle condizioni di replicarlo su tutta la Provincia o sulla città di Biella!!!!
Il Popolo dei Multati è sconcertato dalla notizia della rinuncia del dott. Sapienza a trattare i ricorsi, CAUSATA DALL'ESPOSTO SOLLEVATO NEI SUOI CONFRONTI DAL SINDACO MAGGIA.
II legale del Comitato non ha detto che apprezza la cosa, come riportato da un organo di informazione oggi, ma che RISPETTA LA DECISIONE.
La rinuncia non la giudichiamo allarmati guardando agli esiti dei ricorsi, visto che gli indirizzi sono oramai chiari, ossia l’accoglienza, tranne quei casi in cui il ricorrente è diverso dal proprietario, ma per il fatto che appena l’amministrazione Maggia ha fatto la voce grossa, ha sortito effetti, anche se poi probabilmente tutto si limiterà a questa rinuncia.
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