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Sequestri & Indagini: Indagini a Perugia

Cronaca

UMBRIA/ SUI SEMAFORI CON TELECAMERA INDAGA LA PROCURA DI VERONA

Per l'inchiesta scaligera chiesti documenti anche da Perugia

Perugia, 10 giu. (Apcom) - L'inchiesta sul tentativo di truffa a danno degli automobilisti attraverso i T-red, i semafori dotati di telecamera per scoprire chi passa con il rosso, si è estesa da Verona fino a Perugia.

I carabinieri di San Bonifacio (Verona) hanno chiesto documentazione, verbali, autorizzazioni e relazioni sulla gestione degli impianti anche al comando di polizia municipale del capoluogo umbro. Si cerca di fare luce sia sull'anomalie del confenzionamento e invio dei verbali - affidato a ditte private che guadagnano in percentuale sulle multe - che sulla durata del segnale giallo sui semafori.

La sospetta truffa al centro dell'indagine scaligera e' relativa alla durata del giallo che sarebbe volutamente troppo breve cosi' da sanzionare un maggior numero di automobilisti 'fotografati' a passare con il rosso. Come dimostrato da Striscia la Notizia a Perugia i semafori con telecamera hanno un giallo che dura da 2 a 3 secondi. Mentre quelli periferici, vecchio modello, arrivano ai 7-10 secondi. E' provato che in tre secondi non si riesce ad uscire dall'occhio della telecamera quando scatta il rosso.

A Perugia inoltre sono migliaia i verbali da T-red che il giudici di pace ha annullato per via della gestione e dell'invio del verbale data in appalto dal Comune ad una società privata. Nei mesi scorsi l'Avvocatura del Comune aveva addirittura sconsigliato il sindaco Renato Locchi a fare ricorso contro gli automobilisti graziati dal giudice di Pace.  


26 gennaio 2008

Perugia, 26 gen. (Adnkronos)

- Sono in corso da parte della procura della Repubblica di Perugia indagini preliminari sulle modalita' di accertamento delle violazioni rilevate con il sistema T-Red in alcuni dei semafori del comune di Perugia. A renderlo noto il procuratore Nicola Miriano il quale sottolinea che ''non e' stata iscritta alcuna persona nel registro degli indagati''.

Gli accertamenti hanno preso il via in seguito ad alcune denunce-querele di cittadini che chiedono di verificare eventuali ipotesi di reato connesse all'utilizzo nella citta' di Perugia del sistema di rilevazione di infrazioni denominato T-Red.


Perugia, per far cassa il Comune «trucca» i semafori - Fonte: Il Giornale di lunedì 29 gennaio

 

Avvocati armati di cronometro piazzati davanti ai semafori per misurare la durata del giallo, una psicosi da incrocio e atti di teppismo che dalle parti di Perugia sono cosa rara. Poi, soprattutto, un malcontento sconosciuto in una città che in sessant’anni non ha mai voluto cambiare colore all’amministrazione. La causa è un’epidemia di multe. Uno «tsunami» di verbali, tutti figli degli stessi genitori: il Foto-red e il T-red. Nomi entrati nel gergo dei perugini e che indicano due apparecchi posti negli incroci tra le strade più trafficate della città, installati da una società, la Citiesse, su incarico del Comune. Il meccanismo è lo stesso dell’Autovelox: le telecamere inquadrano le vetture che passano con il rosso e scattano la foto. Il comune intasca la multa tranne una parte che va alla società.

All’inizio i due cilindri piazzati sopra i semafori non hanno preoccupato più di tanto gli automobilisti perugini. Poi, a partire da gennaio, sono cominciate ad arrivare le multe: tante (tra 15 e 20mila su una popolazione di 160mila abitanti) e salatissime (158 euro e sei punti di patente in meno). Ci sono automobilisti che si sono visti recapitare anche quattro verbali, che significano uno stipendio polverizzato e la certezza di avere la patente ritirata.

Troppo anche per i pacifici perugini che, subito dopo le feste, si sono ammassati davanti all’ufficio dei vigili urbani per chiedere spiegazioni e ricevere copia dell’immagine incriminata, sostenuti da alcuni consiglieri dell’opposizione di centrodestra che si sono piazzati con un camper davanti al municipio per dare assistenza legale. Anche le associazioni dei consumatori si sono mobilitate e sono fioccati i ricorsi.

La temperatura è salita a livelli critici quando è scoppiato il caso del «giallo». Il sospetto che si è fatto strada negli ultimi giorni è che la durata del tempo intermedio tra il verde e il rosso sia stata artificiosamente diminuita in modo da cogliere in fallo gli automobilisti umbri, forse troppo disciplinati per far scattare un numero soddisfacente di sanzioni. Quando l’assessore alla Mobilità, Antonello Chianella, ha smentito («nessuna manipolazione, basta controllare la scatola nera presente in ogni semaforo»), un avvocato perugino - racconta il Corriere dell’Umbria - si è munito di cronometro e telecamera e ha documentato l’anomalia: «Nei semafori con il Foto-red T-red, il giallo dura tre secondi e non quattro come è stato detto dal comune». Senza contare che in altri incroci sprovvisti di telecamere, il giallo dura fino a cinque secondi. Fondata o no, la tesi del giallo ha spinto i multati più arrabiati a darsi al teppismo. Giovedì notte, armati di bastoni, hanno sabotato le telecamere, puntandole verso il cielo.

Sulle ragioni di un’applicazione tanto rigida e sistematica del Codice della strada l’oppozione ha pochi dubbi. Il Comune guidato dal sindaco Ds, Renato Locchi, questa in sintesi la tesi del centrodestra, sta cercando di ripianare il buco nei conti. Un altro modo di fare cassa, dopo l’aumento delle addizionali Irpef. È di questa idea il capogruppo di Forza Italia in Regione, Fiammetta Modena, che in qualità di avvocato, insieme alla sorella Laura, è andata oltre il ricorso per annullare multe e ha chiesto il risarcimento dei danni al comune per un suo cliente.

Il sindaco Locchi ha lasciato ancora una volta rispondere l’assessore Chianella: «Nessun secondo fine, se non quello di salvaguardare vite umane». Se questo era l’obiettivo è stato mancato, ha protestato il consigliere di An, Daniele Porena, che ha notato un aumento dei tamponamenti in prossimità degli incroci a causa di automobilisti che inchiodano al primo accenno di giallo.

Una situazione imbarazzante anche per il centrosinistra. Tanto che ieri i principali esponenti dell’Unione hanno preso le distanze. A partire dalla potentissima presidente della Regione, Rita Lorenzetti, che si è chiesta se «gli automobilisti che circolano per Perugia siano davvero quelli che risultano dal numero delle infrazioni».



LA POSIZIONE DELL'ACI di PERUGIA


ACI: COME RIVEDERE GLI AUTOMATISMI DEL MECCANISMO DELL’IMPIANTO SEMAFORICO

Presentata alla seconda commissione del Comune di Perugia la proposta del presidente Campi

 

(Avi News) – Perugia, 26 gen - Sulla questione T-Red la voce dell’Automobile Club di Perugia è ancora grande protagonista. Una protagonista lontana da quella strumentalizzazione ideologica o politica che è stata costruita finora sul tema del vigile elettronico ai semafori della città, ma assolutamente vicina ai cittadini automobilisti. Con questa premessa l’Aci di Perugia è stato invitato all’incontro voluto dalla seconda commissione (aziende municipali e servizi pubblici in concessione) del Comune di Perugia che si è svolto venerdì 26 gennaio e che ha visto all’ordine del giorno tra le varie mozioni da portare in consiglio comunale anche la proposta di collaborazione dell’Aci di Perugia. Il presidente dell’Automobile Club di Perugia, Ruggero Campi, ha esposto di fronte al presidente della seconda commissione, Enzo Santucci, all’assessore alla viabilità, Antonello Chianella e ai consiglieri comunali di maggioranza ed opposizione presenti, l’idea attraverso la quale poter agire innanzitutto in termini di difesa e tutela del cittadino automobilista. Dati concreti quelli avanzati dall’Aci di Perugia. “Chi passa con il rosso è un pirata della strada e va punito, senza ombra di dubbio - ha premesso Campi -. Non esiste ad oggi però una normativa specifica che determini la durata del tempo che intercorre tra il passaggio dal colore giallo a quello rosso del semaforo. La decisione viene lasciata ai singoli Comuni interessati o addirittura agli automatismi di certi semafori in base all’intensità del traffico. E il giallo al semaforo se dura pochi secondi non lascia all’utente il tempo necessario per capire se passare e lasciare libero l’incrocio o meno”. La premessa del presidente Campi si colloca dunque come un invito all’amministrazione comunale perugina, negli ultimi mesi al centro degli attacchi da parte dei cittadini sulle numerose multe pervenute, a stabilire in maniera più adeguata il miglior tempo possibile di durata del colore giallo, tenendo dunque conto di due importanti fattori: la velocità e l’ampiezza dell’incrocio sul quale è posizionato l’impianto semaforico. “Esiste a tal proposito – ha aggiunto Campi - uno studio del consiglio nazionale di ricerche pubblicato sul bollettino 150 del 1992 che sostiene come la durata del giallo al semaforo in città dovrebbe essere almeno di cinque secondi. Questa non è assolutamente un’imposizione, ma un’indicazione necessaria rivolta ai Comuni affinché ne tengano conto per il meccanismo di autotutela”.

In prima linea dunque le esigenze degli automobilisti e la sicurezza stradale. L’istanza presentata dall’Aci al Comune di Perugia, affinché provveda in questo senso a rivedere il lavoro fatto finora, sfocia inoltre in una proposta ben concreta, quella “di andare incontro agli automobilisti con una collaborazione concreta che vada ad agevolare il recupero dei punti decurtati finora agli automobilisti sanzionati con il T-Red con un corso di guida sicura che può svolgersi in collaborazione con le scuole guida del territorio all’autodromo di Magione, corsi educativi che insegnino innanzitutto il rispetto delle regole del codice della strada”.

Quella dell’Aci di Perugia non vuole essere una proposta di condono per chi non rispetta le regole, tutt’altro, ma rivedendo qualche meccanismo automatico con un po’ più di elasticità si possono aiutare i cittadini a conoscere meglio e rispettare le regole del buon automobilista.

Dopo l’intervento del presidente Ruggero Campi i consiglieri, il presidente della seconda commissione e l’assessore Antonello Chianella hanno considerato la proposta dell’Aci di Perugia e chiesto una documentazione da sottoporre agli atti del prossimo consiglio comunale come ordine del giorno.

In chiusura poi il presidente Campi ha puntato il dito sulla collocazione del semaforo intelligente a Ponte San Giovani in località Ferriera ai confini tra il Comune di Perugia e Torgiano. “Scelta questa - secondo le parole del presidente - che nulla ha a che fare con la mobilità intelligente che ha solo il pregio di rendere la vita difficile agli utenti del Comune di Perugia”. Il consigliere Granocchia, condividendo le osservazioni del presidente dell’Automobile Club di Perugia, ha chiesto all’ente di intervenire presso il Comune di Torgiano assicurando da parte sua piena collaborazione.

Eleonora Ciubini

 

Fonte: AVINews

 

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