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E negli altri comuni?: In giro per l'Italia
In questa pagina pubblichiamo tutte le notizie e rassegne stampa delle vicende analoghe alla nostra che abbiamo trovato sul web.
NON TUTTO E' POI COSI' TRASPARENTE COME VORREBBERO FAR CREDERE...
23 aprile 2007 - da ILSOLE24ORE
L'Autovelox corre a noleggio
di Maurizio Caprino
Apparentemente è un oligopolio tra le solite cinque aziende che costruiscono o importano gli apparecchi. In realtà, vi si danno battaglia un centinaio di operatori, in modo non sempre trasparente. Sul mercato dei sistemi di controllo delle principali infrazioni stradali, infatti, hanno aumentato il proprio peso le aziende che offrono il noleggio delle apparecchiature stesse agli Enti locali.
Non ci sono cifre ufficiali, ma costruttori e importatori concordano sul fatto che negli ultimi anni dai Comuni arrivano soprattutto inviti a presentare offerte per noleggi "tutto compreso": fornitura dell'apparecchio e gestione delle procedure, fino alla notifica ai trasgressori, in cambio di circa il 30% dell'importo incassato sui verbali. Normalmente, costruttori e importatori praticano direttamente il noleggio del solo rilevatore, con una formula che poi ne prevede il riscatto dopo qualche anno. Ma le richieste di formule "tutto compreso" sono poi soddisfatte dai noleggiatori puri, che per questo sono aumentati.
Alla base di questa tendenza ci sono alcune modifiche degli ultimi anni al Codice della strada (leggi 168/02 e 214/03), che hanno disciplinato i controlli totalmente automatici (effettuati con apparecchi non presidiati da agenti) su velocità, passaggi col rosso e sorpassi, riducendo i rischi di contenzioso rispetto a prima. Ciò da un lato ha incentivato sempre più Comuni a installare i rilevatori, soprattutto quelli semaforici (che prima erano molto meno richiesti dei velocimetri). Dall'altro ne ha alzato prezzi e costi di gestione: gli apparecchi progettati per funzionare in automatico sono più sofisticati e anche quelli tradizionali, se usati senza presidio, hanno bisogno di una postazione fissa protetta, di una taratura annuale e di un'organizzazione in grado di gestire il maggior numero di accertamenti reso possibile da questi sistemi. Qualche cifra: un Traffiphot III SR e un Autovelox 105, studiati per operare "da soli" sugli eccessi di velocità (il Traffiphot anche sui passaggi col rosso) costano dai 40mila ai 70mila euro (secondo accessori e installazioni), mentre un Autovelox 104/C in versione base (il più diffuso nei controlli con agenti e idoneo a funzionare anche senza, ma con una "resa" inferiore rispetto agli altri) si ferma a 20mila.
Dunque, investimenti in attrezzature e organizzazione più cospicui di prima, ma platea di clienti interessati allargata anche ai Comuni con meno risorse. Una contraddizione risolvibile proprio col noleggio: l'Ente non anticipa alcuna spesa e affida all'esterno alcune operazioni, riconoscendo parte dei proventi delle infrazioni al noleggiatore. Talvolta, però, si sconfina in prassi quantomeno discutibili, come l'esternalizzazione totale della gestione (si veda nella pagina a fronte) o la scelta dei luoghi d'installazione lasciata al noleggiatore, che non è detto scelga i punti dove serve fare prevenzione (potrebbe privilegiare quelli più lucrosi). I costruttori fanno notare che anche le loro offerte con riscatto non prevedono esborsi iniziali (ma non prevedono servizi di gestione).
I principali costruttori italiani di velocimetri sono due e vendono 150-200 pezzi all'anno (tra cui anche qualche rilevatore semaforico), per un fatturato che oscilla fra i tre e i quattro milioni e mezzo: Sod
23 aprile 2007 - da ILSOLE24ORE
L'Autovelox corre a noleggio
di Maurizio Caprino
Apparentemente è un oligopolio tra le solite cinque aziende che costruiscono o importano gli apparecchi. In realtà, vi si danno battaglia un centinaio di operatori, in modo non sempre trasparente. Sul mercato dei sistemi di controllo delle principali infrazioni stradali, infatti, hanno aumentato il proprio peso le aziende che offrono il noleggio delle apparecchiature stesse agli Enti locali.
Non ci sono cifre ufficiali, ma costruttori e importatori concordano sul fatto che negli ultimi anni dai Comuni arrivano soprattutto inviti a presentare offerte per noleggi "tutto compreso": fornitura dell'apparecchio e gestione delle procedure, fino alla notifica ai trasgressori, in cambio di circa il 30% dell'importo incassato sui verbali. Normalmente, costruttori e importatori praticano direttamente il noleggio del solo rilevatore, con una formula che poi ne prevede il riscatto dopo qualche anno. Ma le richieste di formule "tutto compreso" sono poi soddisfatte dai noleggiatori puri, che per questo sono aumentati.
Alla base di questa tendenza ci sono alcune modifiche degli ultimi anni al Codice della strada (leggi 168/02 e 214/03), che hanno disciplinato i controlli totalmente automatici (effettuati con apparecchi non presidiati da agenti) su velocità, passaggi col rosso e sorpassi, riducendo i rischi di contenzioso rispetto a prima. Ciò da un lato ha incentivato sempre più Comuni a installare i rilevatori, soprattutto quelli semaforici (che prima erano molto meno richiesti dei velocimetri). Dall'altro ne ha alzato prezzi e costi di gestione: gli apparecchi progettati per funzionare in automatico sono più sofisticati e anche quelli tradizionali, se usati senza presidio, hanno bisogno di una postazione fissa protetta, di una taratura annuale e di un'organizzazione in grado di gestire il maggior numero di accertamenti reso possibile da questi sistemi. Qualche cifra: un Traffiphot III SR e un Autovelox 105, studiati per operare "da soli" sugli eccessi di velocità (il Traffiphot anche sui passaggi col rosso) costano dai 40mila ai 70mila euro (secondo accessori e installazioni), mentre un Autovelox 104/C in versione base (il più diffuso nei controlli con agenti e idoneo a funzionare anche senza, ma con una "resa" inferiore rispetto agli altri) si ferma a 20mila.
Dunque, investimenti in attrezzature e organizzazione più cospicui di prima, ma platea di clienti interessati allargata anche ai Comuni con meno risorse. Una contraddizione risolvibile proprio col noleggio: l'Ente non anticipa alcuna spesa e affida all'esterno alcune operazioni, riconoscendo parte dei proventi delle infrazioni al noleggiatore. Talvolta, però, si sconfina in prassi quantomeno discutibili, come l'esternalizzazione totale della gestione (si veda nella pagina a fronte) o la scelta dei luoghi d'installazione lasciata al noleggiatore, che non è detto scelga i punti dove serve fare prevenzione (potrebbe privilegiare quelli più lucrosi). I costruttori fanno notare che anche le loro offerte con riscatto non prevedono esborsi iniziali (ma non prevedono servizi di gestione).
I principali costruttori italiani di velocimetri sono due e vendono 150-200 pezzi all'anno (tra cui anche qualche rilevatore semaforico), per un fatturato che oscilla fra i tre e i quattro milioni e mezzo: Sod
