Sequestri & Indagini: E Gaglianico....?
MILANO - Il progettista dei T-Red, Stefano Arrighetti, è stato arrestato dai carabinieri lombardi e da quelli di San Bonifacio (Verona) nell'ambito dell'inchiesta della procura di Verona sui cosiddetti 'semafori intelligenti' che vede indagate altre 108 persone. Arrighetti, 45 anni di Seregno (Milano), amministratore unico della Kria di Desio (Milano), è accusato di frode nelle pubbliche forniture. Secondo quanto si è appreso, Arrighetti avrebbe omologato solo la telecamera e non avrebbe chiesto e quindi mai ottenuto dal Ministero dei trasporti l'omologazione dell'hardware dell'apparecchiatura che fa funzionare l'intero sistema. Tra i 109 indagati figurano 63 comandanti di polizia municipale tra cui quello di Perugia e di Mogliano Veneto (Treviso), 39 amministratori pubblici e sette amministratori di società private. Sono invece 80 i comuni del centro-nord Italia al centro dell'indagine nei quali sono state comminate decine di migliaia di contravvenzioni. Il provvedimento restrittivo che ha raggiunto Arrighetti è stato emesso dal gip scaligero Sandro Sperandio su richiesta del pm Valerio Ardito.
Veneto. Inchiesta sui semafori-spia,
sequestri a raffica tra Rovigo e Treviso
Sotto accusa il giallo sprint, la verbalizzazione della multa
e il compenso sulle contravvenzioni per l'azienda costruttrice
di Massimo Rossignati
VERONA (28 gennaio) - Semafori sprint, l’inchiesta si allarga. I nuovi sequestri di semafori T-Red e Vista-red avvenuti ieri in tutto il Veneto, da Occhiobello (Rovigo) a Villorba, Vittorio Veneto, Mogliano Veneto nel Trevigiano, ad opera delle Forze dell’Ordine sono l’ennesimo capitolo dell’inchiesta portata avanti dal pubblico ministero Valeria Ardito della Procura della Repubblica di Verona.
Una vicenda partita esattamente un anno fa, il 24 gennaio del 2008 con il sequestro, da parte dei Carabinieri della Compagnia di San Bonifacio e della stazione di Tregnago, di due impianti semaforici nel Veronese, in Val d’Illasi, con la consegna di quattro avvisi di garanzia al sindaco di Illasi, Giuseppe Trabucchi, al comandante della Polizia locale dell’Unione Comuni Verona Est, Graziano Lovato, al titolare della Ci.Ti. Esse (l’azienda che aveva installato quei sistemi semaforici), Raul Cairoli, e a quello della “Maggioli Informatica” (ditta che aveva l’appalto per la verbalizzazione delle contravvenzioni).
La magistratura aveva agito dopo l’esposto-denuncia presentato alla Stazione dei Carabinieri di Tregnago, il 30 novembre 2007, dal vicepresidente del consiglio provinciale scaligero Mario Zampedri, che aveva sollevato il caso perché a sua volta multato ma soprattutto per le numerose segnalazioni di cittadini che accusavano questi semafori di saltare letteralmente dal giallo al rosso, causando anche una situazione di pericolo (Zampedri ha creato un movimento civile di resistenza a queste multe predisponendo i moduli per i ricorsi e dando vita ad un sito internet www.semaforivaldillasi.info).
L’inchiesta ha portato prima al sequestro, il 24 gennaio 2008 di tre semafori T-red tra Illasi e Mezzane, e quindi il 5 marzo dello scorso anno ad un secondo intervento dei Carabinieri di San Bonifacio che hanno sequestrato due impianti semaforici “Video-red” a Vago di Lavagno, all’ingresso della Val d’Illasi, con altri due avvisi di garanzia al comandante della polizia locale di Lavagno e all'amministratore delegato della “Traffic Tecnology Srl”, di Marostica (Vicenza). Ed infine, ai primi di giugno del 2008 l’ennesima operazione dei Carabinieri della Stazione di Tregnago e della Compagnia di San Bonifacio con notifiche di ordini di “esibizione e consegna” alle amministrazioni comunale ed ai comandanti di 62 diverse Polizie municipali che servono oltre 80 Comuni, nelle province di Bergamo, Brescia, Biella, Como, Cuneo, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Modena, Novara, Padova, Pavia, Perugia, Piacenza, Ravenna,Reggio Emilia, Rovigo, Teramo, Treviso, Vicenza, Varese e Venezia. Con il sequestro della documentazione (tra cui verbali di contravvenzione, autorizzazioni ministeriali e comunali) inerente ai “semafori intelligenti”.
Entrambi questi sistemi, secondo la Procura della Repubblica di Verona ed in particolare secondo l’indagine guidata dal pm Valeria Ardito che ha sollevato come capi d’accusa i reati di truffa e falso in concorso, sarebbero illegali perché i tempi di durata del giallo non permetterebbero all’automobilista di affrontare il semaforo in sicurezza. Il sospetto, infatti, è che la durata del giallo fosse volutamente troppo breve così da sanzionare un maggior numero di automobilisti fotografati a passare con il rosso.
Ligure il vigile che fiutò l'inganno: «L'azienda tentò di intimidirmi»
http://www.gazzettino.it/articolo_app.php?id=14232&sez=REGIONI&npl=&desc_sez=
Per questo Franzini si era rifiutato di avvallare 8500 sanzioni emesse sulla base degli autovelox e 1600 del semaforo, entrambi installati sulla provinciale 332.
«Le sanzioni erano lievitate - spiega -. Mi sono chiesto perché. Possibile che gli automobilisti fossero impazziti tutti insieme? Ho fatto verificare i dispositivi. Ho scoperto il trucco. Era un tiro al piccione, moralmente insostenibile ed ho detto no». «Fui oggetto di intimidazioni - racconta ancora il comandante della polizia municipale -. L'azienda privata mi disse che sarei stato denunciato per danno erariale, perché impedivo un bel guadagno. Non mi sono spaventato. Sentivo di essere nel giusto e mi sono rivolto alla Procura. La ditta incassava 30 euro su ogni multa da 138».
incassavano il 35% su ogni multa
Riguardo al "semaforo intelligente", il Ministero dei Trasporti lo ha vietato dal 2005 con una nota trasmessa agli enti locali, sottolineando che si dovevano ritenere responsabili civilmente e penalmente nel caso in cui, con l'applicazione di tale sistema, si fossero causati sinistri stradali con feriti. Molti semafori erano stati regolati in modo tale da presentare una luce gialla di durata inferiore ai 4 secondi, così da impedire l'arresto dei veicoli in condizioni di sicurezza
Contestualmente, alcuni comandanti della polizia municipale, hanno ricevuto un bonus fino al 20% sull'indennità di servizio. Questo solo dopo il boom delle multe comminate: in un comune veneto, dai 250.000 euro riscossi nel 2005, era passato ad una previsione di 500 mila euro nel 2006 ad un incasso reale di oltre un milione di euro nel 2007. Il comandante aveva perciò ricevuto un premio di duemila euro, da sommare alla sua indennità di servizio.
«Effettivamente c'erano situazioni non chiare» ha detto l'avvocato trevigiano Fabio Capraro, vice direttore della Scuola di Polizia "Piave" che si occupa della formazione della polizia locale. Capraro, al quale vari automobilisti si sono rivolti non solo per i T-Red, dà il suo «plauso alla Procura scaligera perché effettivamente da tempo insistevo, come legale, che venisse accertata la legalità non solo dei T-red, ma anche degli auotovelox e degli etilometri messi sul mercato da società private».
«Quei beni - scrive il gip Andrea Ghinetti nel decreto di sequestro preventivo - costituiscono il corpo del reato associativo e dei delitti di turbativa d’asta». Perché, secondo gli inquirenti, sei società (CiTiEsse, Scae, Centro servizi srl, Tecnotraffico srl, Tecnologie per il traffico, SerCom srl) avrebbero costituito un «cartello» in modo da monopolizzare il mercato, anche grazie all’appoggio di amministratori compiacenti. Queste aziende - insiste infatti il giudice - avrebbero utilizzato «mezzi fraudolenti consistiti nel far partecipare congiuntamente alle gare indette dagli Enti territoriali le imprese partecipi del cartello, accordandosi tra loro sulle offerte economiche da presentare e sulle loro modalità». Non solo. Perché il sistema di monopolio sarebbe vissuto grazie anche alla «collusione in molti casi con i pubblici ufficiali incaricati della predisposizione degli atti necessari per lo svolgimento di quelle gare».
Per la Procura, dunque, gli amministratori pubblici invitavano alla trattativa privata per l’affidamento della fornitura delle apparecchiature di rilevamento stradale soltanto le imprese affiliate al cartello. In altri casi, invece, nei bandi di gara erano inseriti requisiti tali da escludere di fatto le aziende estranee alla «cordata». In accordo anche con numerosi responsabili della polizia locale, a cui era delegato lo svolgimento delle gare.
Il sequestro, ora, blocca due milioni di euro non ancora versati dalle amministrazioni. Crediti vantati dalle aziende sotto inchiesta e che - a questo punto - verranno «congelati». E sono il «corpo del reato» perché i Comuni, al momento di indire le gare d’appalto, lo avrebbero fatto attraverso «accordi illeciti», decidendo poi «di non procedere all’acquisto delle apparecchiature, ma al loro noleggio, riconoscendo alle ditte locatrici compensi su base percentuale proporzionale alle contravvenzioni, elevate e oblate grazie all’utilizzo» delle telecamere a infrarossi. Anche per questo, solo quando sarà definito con esattezza il valore della confisca effettuata ieri dalle Fiamme gialle, si potrà avere un’idea anche del volume complessivo delle multe pagate dagli automobilisti pizzicati a bruciare un giallo o in eccesso di velocità. Perché le ditte prendevano una percentuale (fino al 30%) su ogni sanzione incassata dalle amministrazioni, e il sospetto degli inquirenti è che il sistema di rilevazione fosse tarato in modo tale da rendere fin troppo facile un’infrazione del codice della strada. Così da moltiplicare i verbali. E fare cassa.
L’Eco di Biella di oggi riporta alcune dichiarazioni dell’ Avv Petrini e del Comandante Casotto che mettono in tutta evidenza il fatto che non sanno più da che parte andare a parare, navigano a vista in mezzo alla nebbia e si sa che in questi casi si rischia di raffazzonare delle risposte facilmente smascherabili, ci spieghiamo.
Sa benissimo l’Avv. Petrini, che l’Art. 2 del contratto sottoscritto tra il Comune di Gaglianico e la CI.TI.ESSE., parla di remunerazione alla società stessa del 35% più IVA, infatti se si calcola la percentuale succitata sui circa 500.000,00 euro derivanti dal T-red (cifra dichiarata nel consiglio comunale in cui è stato presentato l’avanzo di bilancio), risulta circa 150.000,00 euro, esattamente l’importo della fattura CI.TI.ESSE., che non è quindi sovrastimata.
Quindi il motivo del non pagamento sarà presumibilmente dovuto al fatto che altre situazioni non sono andate come dovevano.
Altra cosa è l’art. 6 che cita i “famosi” 4.000,00 euro, ma questa cifra non sono le competenze della società installatrice, bensì il volume d’affari previsto all’anno, che essendo ben al di sotto dei 210.000,00 euro, ha permesso di non effettuare la gara di appalto e SCEGLIERSI con TRATTATIVA PRIVATA la società di Raul Cairoli (quello in galera…..).
Uno dei quesiti sollevato con l’esposto del settembre 2007 dal Comitato è proprio su questo punto, visto che l’ammontare poi del volume di verbali è arrivato a 1.000.000,00 di euro, ci sembra una forbice esagerata rispetto ai 4.000,00 euro previsti.
Se ricordate, la trasmissione “le Iene” propose svariati servizi con interviste a telecamere nascoste e a “pentiti” che spiegavano come le società installatrici hanno già le proiezioni dei volumi di sanzioni che possono svilupparsi da ogni singola intersezione.
Per quanto riguarda l’affermazione di Casotto, diciamo intanto che, l’articolo a cui si riferisce del sole 24 ore, non è una fonte che fa vangelo, in quanto è UNA OSSERVAZIONE del giornalista sig. CAPRINO, quindi con un valore esattamente come il nostro.
E’ comunque noto ai Comitati che, questo sig. Caprino, durante questo lungo anno di battaglie contro i T-RED, non ha mai perso l’occasione di far capire da che parte stà (non certo dalla nostra).
Ha sempre scritto a favore dei Comuni dalla multa facile.
Per quanto riguarda il giallo rispondiamo che, il problema non è che si accusa di avere abbassato il tempo del giallo, ma che il tempo del giallo non è sufficiente se si vuole installare delle telecamere (ci sono già un paio di CTU reperibili sul nostro sito nonché relazioni degli ordini degli ingegneri vicentini, che parlano di giallo dai 6 agli 8 secondi) e che lo scatto della foto non dovrebbe essere contestuale al cambio di segnale( e dal veneto pare arriveranno interessanti novità anche sul momento dello scatto….. Vedi sempre il nostro sito), per concedere un tempo di reazione consono ad ogni fascia di età, tipo di automezzo e condizioni climatiche.
MA COMUNQUE COSA CI ANDIAMO A DILUNGARE SU QUESTI TEMI CHE ORAMAI SONO SUPERATI DA UN UNICO DATO CERTO: RAUL CAIROLI, L’IDEATORE DI TUTTO CIO’ E’ IN GALERA!!!! NON SI POSSONO FAR PAGARE MULTE ALLA POPOLAZIONE ELEVATE DA UN SISTEMA CREATO DA UN SIGNORE CON 42 CAPI D’IMPUTAZIONE!!!!!!!
Domani sera ore 21,00 al bar del Girasole durante la consueta riunione del Comitato del martedì, si terrà una conferenza stampa durante la quale l’Avv Peretti e il Comitato analizzeranno gli eventi di oggi e i futuri alla luce dell’accelerazione subita dagli eventi.

COMANDANTE CASOTTO ESULTA!!
Puo' scrivere un altro capitolo alla sua tesi di laurea (visto che ha dovuto sbandierarla sui giornali) sull'utilizzo delle telecamere ai semafori, il titolo del capitolo secondo noi potrà essere: "cosa fare quando ti arrivano i Carabinieri e ti sequestrano tutto!"
14 GIUGNO 2008
L'INCHIESTA VERONESE A GAGLIANICO DA' RAGIONE AL DOTT. SAPIENZA!!!
RIVINCITA PER LUI DOPO L'ESPOSTO SUBITO DAL MAGGIA!!!!!!
MA ANCHE IL PRESIDENTE DELL'ACI AVEVA VISTO LUNGO!!!!!
RICORDATE GLI ARTICOLI DI DICEMBRE:
fonte : L'ARENA IL GIORNALE DI VERONA
L’INDAGINE. Il capitano Salvatore Gueli ha illustrato l’operazione
Firme false nei verbali
I carabinieri: «Sanzioni stampate su ciclostilati e firmate da un falso vigile Ditte a percentuale»
Questo il quadro delineato ieri pomeriggio dal comandante della stazione dei carabinieri di San Bonifacio, il capitano Salvatore Gueli.
«
«Viene ravvisato il reato di falso materiale nelle verbalizzazioni effettuate dalle ditte private demandate alla stampa e alla notifica delle contravvenzioni. Le multe venivano stampate su dei ciclostilati, invece la procedura prevede che debba essere un vigile a stilare il verbale, in originale. Questo non avveniva».
Il capitano Gueli evidenzia che, oltre al reato di concorso in falso, esisteva «un problema di durata del giallo nei due semafori strutturati per indurre il guidatore a rallentare: lo spazio temporale era così breve che non dava al conducente alcun modo di regolarsi, generando così un’enorme quantità di mute: fino a 200 verbali in un minuto».
Quattro gli indagati per falso materiale: il sindaco di Illasi Giuseppe Trabucchi; il comandante della polizia locale dell’Unione di Comuni di Verona Est Graziano Lovato; e i rappresentanti di due ditte private,
«La vicenda riguarda almeno un centinaio di Comuni italiani», ha affermato il capitano Gueli, rispondendo così indirettamente alle affermazioni di Trabucchi secondo cui nell’Est Veronese sono stati installati dei semafori diffusi e utilizzati in tante altre realtà d’Italia.
Non conforme, ha affermato il comandante, sarebbe anche il fatto che le ditte incaricate percepiscono una percentuale fissa sulle contravvenzioni (si parla di 29,10 euro su 153 di multa).
«Già questo aspetto presenta profili di irregolarità: secondo le normative vigenti, la ditta titolare dell’appalto dev’essere pagata a forfait e non percentuale», ha proseguito il capitano Gueli.
Invece, le aziende cui era stato «esternalizzato» il servizio facevano tutto in proprio, senza controlli.
Ecco come funziona il meccanismo: «
Si è arrivati così a 7.000 sanzioni in due mesi.
Ora magistratura e carabinieri indagheranno per verificare se, oltre al reato di falso materiale, siano ipotizzabili altre fattispecie, come la truffa.F.P.
15 giugno 2008
CASOTTO DICHIARA DI VERBALIZZARE!!
PECCATO CHE SUL CONTRATTO CHE HANNO SOTTOSCRITTO e PATTUITO
ECCO PERCHE' VINCEREMO ANCHE GLI APPELLI!!!!!
L’indagine partita dalla val d’Illasi si estende in tutta Italia.
A seguito dell’esposto presentato in data 30 novembre 2007 dal sottoscritto Mario Zampedri, che ricopre anche la carica Vice Presidente del Consiglio Provinciale di Verona, il 24 gennaio 2008 a seguito di provvedimento del Pubblico Ministero Valeria Ardito della Procura della Repubblica di Verona, sono state poste sotto sequestro le attrezzature semaforiche (T-Red e rilevatori della velocità) che erano attive nella val d’Illasi. E’ stata posta sotto sequestro molta documentazione dagli uffici dei comuni che compongono l’Unione Comuni Verona Est e dall’Ufficio della Polizia Locale dell’Unione Comuni. Sono anche stati notificati 4 avvisi di garanzia per gravi reati ipotizzati come falso e truffa. A ruota, è toccata stessa sorte ai semafori dotati di vista-red che erano presenti in località Vago del comune di Lavagno e sono stati notificati altri 2 avvisi di garanzia.
Sono trascorsi alcuni mesi durante i quali sono continuate le indagini da parte dei Carabinieri della val d’Illasi che fanno capo alla Compagnia di San Bonifacio.
Il giorno 9 giugno, altro colpo di scena, le indagini si allargano oltre i confini della provincia di Verona e in ben 62 comuni delle provincie di Bergamo, Brescia, Biella, Como, Cuneo, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Modena, Novara, Padova, Pavia, Perugia, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rovigo, Teramo, Treviso, Vicenza, Varese, Venezia si sono presentati ad amministrazioni comunali e a comandi di polizia locale i Carabinieri muniti di ordini di esibizione e consegna di documentazione.
Credo che sia la volta buona e che dalla val d’Illasi (Verona) sia partito l’inizio della fine dei semafori mangiasoldi
Mario Zampedri
Tregnago 10 giugno 2008
| » 2008-06-10 13:36 |
| 'Semafori intelligenti', l'inchiesta |
| Raccolta di atti in 62 comuni di varie regioni |
| (ANSA) - VERONA, 10 GIU - Notificati dai Cc di San Bonifacio ordini di esibizione e consegna in 62 comuni nell'indagine sui 'semafori intelligenti' (durata giallo). I comuni interessati sono nelle province di Bergamo, Brescia, Biella, Como, Cuneo, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Modena, Novara, Padova, Pavia, Perugia, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rovigo, Teramo, Treviso, Vicenza, Varese, Venezia. Chiesta documentazione ad amministrazioni comunali e a comandi di polizia locale. L'indagine e' della Procura di Verona. |
| I carabinieri di San Bonifacio hanno notificato gli ordini di esibire i documenti che riguardano le autorizzazioni e le multe elevate con i sistemi elettronici |
| Semafori sospetti, blitz in ottanta Comuni |
| L’indagine sui T-red partita da Verona si estende a quattro province venete e cinque regioni. Reati ipotizzati: truffa e falso |
| Verona
NOSTRO SERVIZIO Si allarga dal Nordest a tutta Italia l'inchiesta sui semafori videosorvegliati con T-red partita da Verona. I carabinieri di San Bonifacio ieri hanno notificato ordini di "esibizione e consegna" ai comandanti di 62 diverse Polizie municipali che servono oltre 80 Comuni in varie Regioni (alcuni sono Consorzi), nell'ambito dell'indagine della procura di Verona sui cosiddetti "semafori intelligenti" partita il 24 gennaio con i primi 4 indagati e col sequestro di due impianti in Val d'Illasi. Interessati dall'operazione di ieri sono stati due comuni del veneziano (Campolongo e Quarto d'Altino), due polesani (Guarda Veneta e Badia); il Consorzio polizie municipali del Piave (Farra di Soligo, Susegana, Santa Lucia di Piave, Vazzola e Spresiano) oltre ad altri tre Comuni trevigiani (Mogliano Veneto, Villorba, Vittorio Veneto) e quello padovano di Montagnana. Inoltre il provvedimento tocca anche 18 amministrazioni di Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Umbria e Abruzzo. I carabinieri chiedono tutta la documentazione (tra cui verbali di contravvenzione e autorizzazioni) per i semafori su cui è stata installata un'apparecchiatura Video-red o T-red (la prima filma, la seconda scatta solo foto). La sospetta truffa al centro dell'indagine scaligera è relativa alla durata del giallo che sarebbe volutamente troppo breve così da sanzionare un maggior numero di automobilisti. L'indagine sta alimentando le speranze dei tanti Comitati spontanei dei multati, riunitisi di recente a Parma, fra cui spicca il "Multavilla" di Altavilla Vicentina (20.000 multati) come quelli di Vago di Lavagno e Illasi. Una vicenda esplosa proprio nella Val d'Illasi, con l'intervento della magistratura che, dopo la denuncia presentata ai carabinieri di Tregnago il 30 novembre 2007 dal consigliere provinciale scaligero Mario Zampedri, portò ai sequestri, il 24 gennaio, di tre T-red tra Illasi e Mezzane, con gli avvisi di garanzia al sindaco di Illasi, Giuseppe Trabucchi, al comandante della Polizia locale dell'Unione Comuni Verona Est, Graziano Lovato (che comprende Caldiero, Colognola, Illasi e Mezzane di sotto);al titolare della Ci.Ti. Esse (l'azienda che aveva installato quei T-red), Raul Cairoli, e a quello della "Maggioli Informatica" (ditta che aveva l'appalto per verbalizzare le multe). E quindi il 5 marzo scorso ad altri sequestri di Video-red a Vago di Lavagno, con altri avvisi al comandante dei vigili locali e all'amministratore della Traffic Tecnology srl di Marostica (Vicenza). E proprio seguendo le fila delle due aziende fornitrici di quegli impianti - Ci Ti Esse e Traffic Tecnology - i carabinieri hanno ottenuto le ordinanze di sequestro eseguite ieri. E sembra che in molti dei Comuni finiti nell'indagine, i militari dell'Arma abbiano trovato diverse irregolarità, Per entrambi i sistemi di videosorveglianza finiti nel mirino della Procura di Verona e, in particolare, dell'indagine condotta dal pm Valeria Ardito, vengono ipotizzati i reati di truffa e falso in concorso. Sarebbero quindi illegali perché i tempi di durata del giallo non permetterebbero all'automobilista di affrontare il semaforo con la necessaria sicurezza. Il problema dei "T-Red" sta, infatti, tutto nel tempo predisposto per il semaforo giallo. E si parla di secondi: 3 sarebbero quelli per la durata minima del giallo prevista da una circolare del ministero dei Trasporti, ma soltanto in tratti di strada dove il limite è 50 km all'ora; si passa poi a 4 secondi per i 60 Km/h e 5 per la velocità di 70 km/h ovvero fuori dai centri abitati. Solo che la stessa nota del ministero afferma che questi limiti minimi non valgono per le strade principali (provinciali e regionali come sono quelle di Vago e della Val d'Illasi) dove la "durata minima dei tempi di giallo è sempre di 4 secondi. Tra le accuse sollevate dal pm Ardito vi è anche quella di falso nella verbalizzazione. Tale documento per legge può essere redatto solo da un pubblico ufficiale e non quindi da un'azienda privata. Ma il magistrato avrebbe messo nel mirino anche l'accordo che sta alla base dell'appalto vinto dalle ditte che gestiscono i semafori. Accordo che prevederebbe un compenso percentuale, pari anche al 30\% della contravvenzione emessa. Si parla di sanzioni che ammontano a 140 euro (quindi il business è di parecchi milioni di euro) e che prevedono la perdita di punti della patente. Massimo Rossignati |
| IL COMANDANTE DI MIRANO E NOALE |
| «No alla videosorveglianza degli incroci non educa e non riduce gli incidenti» |
| Mestre
«Mi dispiace per i Comuni e i colleghi coinvolti nell'indagine, ma l'utilizzo di questi T-red è un grosso errore. Se si vuol ridurre il numero degli incidenti stradali nei centri abitati e la loro gravità, la soluzione più efficace sono le rotatorie». Il comandante delle Polizie municipali di Mirano e Noale (grossi centri del veneziano) Ivano Berti, nella foto, è da sempre uno dei più fieri oppositori della videosorveglianza agli incroci: «Lo sono perchè i numeri ci dicono che gli incidenti non diminuiscono se i "punti neri" della viabilità sono controllati da T-red, mentre calano (facendo anche crollare l'entità delle conseguenze) se c'è una rotatoria fatta a regola d'arte ovvero con le necessarie opere complementari. È ovvio che realizzare un rondò alla francese costa di più ai Comuni, mentre con i T-red o i Video-red addirittura ci guadagnano, ma siamo enti pubblici quindi lo scopo non può che essere la sicurezza stradale». In effetti sia Noale (15.500 abitanti) che Mirano (26.500) non hanno mai "sposato" i T-red e anche i cambi di giunta le hanno mantenute immuni dai sistemi elettronici finiti nel mirino della procura veronese. «Non ricorrere a quei macchinari non significa essere meno intransigenti nel colpire le violazioni al codice della strada, anzi. Ritengo però, e dello stesso avviso sono gli amministratori con cui lavoro, che sia molto più efficace e anche educativa una contestazione effettuata da un agente in carne e ossa rispetto a una lettera raccomandata che arriva qualche mese dopo a casa dell'intestatario della vettura». Negli Stati Uniti è appena stato pubblicato lo studio di tre ricercatori dell'università della Florida (Gazzettino del 26 maggio) che dimostra come gli incroci con i T-red provochino stress e tensione agli automobilisti tanto da risultare più pericolosi degli altri incroci: «Un'altra conferma dei numeri che anche qui in Veneto riscontriamo. Se la metà degli incidenti mortali e il 70\% dei sinistri si registrano nei centri abitati, significa che è lì che va concentrata l'attenzione. Con le rotatorie tali numeri sono ben diversi e inoltre il traffico è più scorrevole». Neppure il caso Jesolo (decine di km di coda e ingorghi nei week end per i due nuovi rondò in uscita dal Lido) mina le certezze dei fautori delle rotatorie: «Ovviamente ci sono limiti di saturazione che dipendono dai flussi di traffico: laddove ci sono troppi transiti neppure la rotatoria può fare miracoli - conclude il comandante Berti - Bisogna affidarsi a buoni ingegneri del traffico». Intanto per i T-red nei Comuni è giunta la circolare del ministero dell'Interno che "legalizza" quelli omologati e gestiti da pubblici ufficiali. Un salvagente per le tante amministrazioni che vi hanno fatto ricorso, ma ci sono Comuni virtuosi che provano a ignorari riuscendo comunque a far quadrare i conti. Gigi Bignotti |
Terminata la luna di miele tra CI.TI.ESSE. e Maggia.
L’amministrazione gaglianichese non sta versando alla Società installatrice dei T-RED la quota di competenza per i servizi prestati.Perchè??
Ma se come hanno più volte ripetuto il Maggia e Il Casotto, tutto è stato fatto senza errori, nel pieno rispetto delle regole, quale colpa si imputa alla CI.TI.ESSE. per non pagarla?
Non è che per caso gli si imputa l’errore della notifica?
Ammissione quindi che la notifica non l' hanno fatta loro (non che noi avessimo dei dubbi).
Questo congelamento delle competenze non denota una grande fiducia del Sindaco in sviluppi successivi che invertano l’abbrivio intrapreso dai verdetti dei GdP, che conduce il Comune di Gaglianico alla caporetto T-RED.
Nei prossimi giorni vi porteremo a conoscenza degli enormi costi a carico della comunità di Gaglianico derivanti dall’accanimento del Maggia ad insistere in questa battaglia, con grande soddisfazione dei consulenti legali del Comune che ora si troveranno anche i lauti emolumenti degli appelli voluti a tutti i costi dal Sindaco.
SABATO 8 MARZO 2008
E ORA ANCHE IL POPOLO DEI MULTATI DI GAGLIANICO E SALUSSOLA CHIEDE A GRAN VOCE LO SMANTELLAMENTO DEGLI IMPIANTI LOCALI!!
La reazione di oggi del Popolo dei Multati ci ha colti di sorpresa.
Sono veramente molti quelli che ci hanno telefonato o scritto per chiederci come mai questo ennesimo sequestro di impianto, mentre da noi tutto tace!!!
Una reazione che non c'era stata dopo i molti altri interventi di sequestro che hanno attraversato il Nord Italia nei mesi scorsi, evidentemente i Multati biellesi sono esasperati da queste cadute ad effetto domino che però solo ci sfiorano, e si cominciano a chiedere perchè?
Certo, probabilmente il nervosismo è dettato anche dalle provocazioni comparse durante tutta la settimana sulla Stampa, cronaca locale, dove il Comandante Casotto, con la collaborazione della giornalista Elena Giacchero, sempre più vicina alle posizioni dell'amministrazione di Gaglianico, hanno provveduto a gettare benzina sul fuoco, volendo far passare, così come aveva fatto il Sindaco Maggia in primavera, tutti i Multati come dei pirati della strada, portando ad esempio 5 0 6 casi, più che deplorevoli, come la regola di oltre 8000 verbali elevati, invece, per presunti passaggi al limite tra il giallo e il rosso, TRA L'ALTRO
Visto che il Comandante Casotto ultimamente si diletta con i video, avra sicuramente piacere di vedersi l'intervista del Capitano dei Carabinieri di Vago (VR), Guarda il video ,
mercoledì 26 settembre 2007
DEPOSITATO L'ESPOSTO !!!!
"ECO DI BIELLA" : /pdf/EcoDiBiella27sett2007_1.pdf
venerdì 12 ottobre 2007
"CI.TI.ESSE srl INDAGATA" GDF SEQUESTRA I T-RED A SEGRATE
Guardate dal TG3 Lombardia: Accedi al video
Guardate dal TG5: Accedi al video
Leggete il Corriere della sera: Accedi al corriere
domenica 14 ottobre 2007
MINISTRO BIANCHI :
"TROPPE MULTE STOP AI SEMAFORI TRUFFA"
Guardate i servizi:14/10/2007
Studio Aperto: Accedi al video
TG5: Accedi al video
lunedì 15 ottobre 2007
Il PPREFETTO VUOLE TROVARE
UNA SOLUZIONE AL PROBLEMA
DEI SEMAFORI DI GAGLIANICO E SALUSSOLA
Dal TG di Rete Biella del 15.10.2007: Accedi al video
Eco_di_Biella_Lunedi_15_ottobre_2007.pdf
La_Nuova_Provincia_di_Biella_Cronaca_17.10.2007.pdf
venerdì 19 ottobre 2008
"IL BIELLESE" : LEGGI ARTICOLO
www.multegaglianico.net/pdf/procura_BI_indagaconMI_Biellese_19.10.pdf
martedì 23 ottobre 2007
GDP ROVEDA ACCOGLIE 2 RICORSI
COMUNE CONDANNATO A PAGARE € 150.00 DI SPESE LEGALI E TRASMETTE ATTI IN PROCURA
DOPO UN MESE DALLA PRESENTAZIONE DELL'ESPOSTO DEL COMITATO ANCHE LO ST.BONINO CHIEDE CI ACCERTARE
"IL BIELLESE": LEGGI ARTICOLO biellese23_10_2007_all.pdf
venerdì 26 ottobre 2007
GDP SANGIANANTONI ACCOGLIE RICORSO
DAL VERBALE SI RILEVANO VIZI DI IRREGOLARITA' FORMALE,DALL'ESAME DI NUMEROSI VERBALI DI NOTA CHE LE FIRME DEGLI AGENTI VERBALIZZANTI SONO TUTTE UGUALI SI CHIEDA L'ESIBIZIONE DEGLI ORIGINALI.
"IL BIELLESE": LEGGI ARTICOLO
www.multegaglianico.net/pdf/BODO_Biellese_26-10-2007.pdf
martedì 30 ottobre 2007
MISTERO VERBALI
ST.DELMASTRO:IL VERBALE RECAPITATO AL CONTRAVVENTORE NON E' CONFORME ALL' ORIGINALE . ALLA LUCE DI QUESTO LO STUDIO SI RISERVA DI PRESENTARE UN ESPOSTO
"
www.multegaglianico.net/pdf/Nuova_provincia_di_Biella_31_ottobre_2007.pdf
mercoledì 31 ottobre 2007
Dott. Sapienza "
IL PROCURATORE CONFERMA:"STIAMO INDAGANDO"
Dal TG di Rete Biella del 31.10.2007: Accedi al video
dichiarazioni sul Biellese del 30.10.2007: leggi articolo PrimaPagina
venerdì 16 novembre 2007
SOSTITUTO PROCURATORE BAGLIVO : SUL T-RED PERIZIA UNICA A SEGRATE E GAGLIANICO
"IL BIELLESE" : LEGGI ARTICOLO
www.multegaglianico.net/pdf/perizia_unica_Il_Biellese_16_novembre.pdf
IL CASO GAGLIANICO ALLA TV DELLE LIBERTA'!!!

